Ansia: come combatterla con la terapia breve strategica

Dr Andrea Iengo

psicologo psicoterapeuta
Portici, via Libertà 166

389 20 40 306

psi@andreaiengo.it

Ansia: come combatterla con la terapia breve strategica

  Prima di parlare di come combattere l’ansia è bene occuparci di dare una definizione chiara di questo termine così spesso abusato, secondo il DSM 5 l’ansia è definita come:
Sensazioni di nervosismo, tensione o panico in risposta a differenti situazioni; frequente preoccupazione per gli effetti negativi delle passate esperienze spiacevoli e le eventualità negative future; sensazioni di timore e apprensione in situazioni di incertezza, prospettando il peggio.

Ansia sintomi fisici

oltre le sensazioni di nervosismo e tensione l’ansia si esprime molto spesso con sintomi fisici che spesso arrecano grande preoccupazione a chi già di per sè mostra una tendenza generalizzata a preoccuparsi, in taluni casi è addirittura possibile l’ingenerarsi di un’ansia da malattia o patofobia, che si alimenta proprio dei sintomi somatici stessi legati all’ansia. I sintomi fisici legati all’ansia più frequenti sono tachicardia, sudorazione, verigini, diarrea e nausea, ma non c’è da sottovalutare anche la correlazione tra ansia e pressione alta, molto spesso infatti i soggetti ansiosi mostrano misurazioni della pressione alterate, ma non è semplice discriminare tra un innalzamento momentaneo della pressione dovuto all’ansia della misurazione, da una condizione di ipertensione generalizzata. Altre correlazioni che si trovano spesso sono tra ansia e tachicardia e tra ansia e diarrea, tipica è la sindrome del colon irritabile che a volte è diagnosticata erroneamente in soggetti che soffrono invece di un disturbo d’ansia o un disturbo ossessivo compulsivo incentrato sull’evaquazione.

Tipologie di ansia

Quale ansia? In giro si possono trovare diverse “specifiche” dell’ansia che non fanno altro che dare maggiori informazioni sull’oggetto a cui l’ansia è legata:

ansia generalizzata

si tratta di un’ansia apparentemente senza oggetto, che “galleggia” lungo tutta la giornata e ci fa compagnia senza mai stancarsi. Questo tipo di ansia è molto spesso legata alla sensazione che possa improvvisamente accadere qualcosa di terribile a noi o alle persone a noi vicine, ma senza che possiamo trovare alcun modo per identificare la fonte di questo pericolo. Viene anche definita ansia senza motivo: in questo caso non c’è un oggetto fobico su cui lavorare, ma bisogna scardinare la credenza che c’è dietro al problema.

ansia anticipatoria

è tipica di chi soffre di attacchi di panico o di una fobia specifica: l’ansia anticipatoria è l’ansia che si prova sapendo che da lì a poco ci si dovrà confrontare con qualcosa che ci spaventa, in tal caso per intervenire bisogna concentrarsi sulla fobia o sul disturbo da panico che causano la suddetta ansia.

ansia da prestazione maschile

è un disturbo che investe la sfera sessuale, tipicamente è incentrato sul tentativo dell’uomo di tentare di controllare l’erezione o l’eiaculazione che, per effetto paradossale conduce ad una scarsa performance sessuale, creando in alcuni casi una vera e propria fobia che alimenterà a sua volta l’ansia. In tal caso l’intervento sarà incentrata sullo scardinare l’evitamento della situazione temuta e il tentativo di controllare eiaculazione ed erezione.

ansia sociale

o fobia sociale, viene definita come la paura o l’ansia intensa, che a volte può sfociare anche in attacchi di panico, delle relazioni sociali, causa il ritiro della persona dalla vita di relazione talvolta con problemi lavorativi. Nei casi più severi esiste un vero e proprio ritiro completo della persona che può vivere in totale isolamento tranne che per alcune relazioni significative, spesso con la famiglia di origine. In questi casi sebbene si parli comunemente di ansia, il problema è differente e bisogna indagare le credenze che ha la persona nei confronti degli altri e del mondo, perchè molto spesso è qui che risiede il problema.

Come combattere l’ansia

Esistono tanti rimedi per combattere l’ansia e sono applicabili con efficacia differente alle varie situazioni. Molti suggeriscono pratiche di meditazione o derivanti direttamente dalla meditazione, come ad esempio la mindfulness che secondo una logica razionale sembrerebbe essere la soluzione migliore per l’ansia. Esistono alcuni studi (Heide et al, 1983) sulla Relaxation Induced Anxiety (ansia indotta da tecniche di rilassamento) che mostrano come chi soffre di ansia generalizzata o di attacchi di panico manifesta un incremento dell’ansia (53.8% dei casi) o addirittura attacchi di panico (30.8% dei casi) durante la pratica rispettivamente di tecniche di rilassamento e di meditazione. Le spiegazioni legate a questo fenomeno sono ancora oggetto di indagine, ma i dati lasciano pensare che meditazione e rilassamento possano essere delle valide tecniche per la popolazione generale, ma non per chi soffre di un disturbo d’ansia o di un disturbo da panico. Nei casi in cui il rilassamento provocasse un incremento dell’ansia è possibile utilizzare le tecniche formalizzate in terapia breve strategica che consistono in un tentativo paradossale di incrementare l’ansia con l’effetto di tenere sotto controllo l’ansia e azzerare la paura.

Come trattare l’ansia nei bambini?

Le tecniche paradossali sono molto efficaci per trattare l’ansia nei bambini poichè saranno molto più propensi di noi adulti ad eseguire un compito che a molti può sembrare controintuitivo e illogico, pertanto con i bambini i risultati saranno ancora più rapidi. Heide, F. J., & Borkovec, T. D. (1983). Relaxation-induced anxiety: Paradoxical anxiety enhancement due to relaxation training. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 51(2), 171-182.

Dr Andrea Iengo

psicologo psicoterapeuta
Portici, via Libertà 166

389 20 40 306

psi@andreaiengo.it