Ossessioni: come curarle con la terapia breve strategica

Dr Andrea Iengo

psicologo psicoterapeuta
Portici, via Libertà 166

389 20 40 306

psi@andreaiengo.it

Ossessioni: come curarle con la terapia breve strategica

Cosa sono le ossessioni?

Le ossessioni, secondo il DSM 5 sono:

Pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti, in qualche momento nel corso del disturbo, come intrusivi e indesiderati e che nella maggior parte degli individui causano ansia o disagio marcati. L’individuo tenta di ignorare o di sopprimere tali pensieri, impulsi o immagini, o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni (cioè mettendo in atto una compulsione).

ciò che quindi differenzia un pensiero ossessivo da un pensiero normale non è il suo contenuto, ma è ciò che decidiamo di fare con quel pensiero.

ossessioni terapia breve strategica
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Cosa differenzia un pensiero ossessivo da un pensiero normale?

Ogni giorno tutti noi abbiamo una serie di pensieri che arrivano involontariamente alla nostra attenzione, alcuni gradevoli, altri sgradevoli, ma i pensieri così come arrivano vanno via perchè chi non soffre di un disturbo ossessivo non se ne cura particolarmente.

Cosa fa invece chi soffre di un disturbo ossessivo? Cerca di combattere contro quei pensieri e più combatte più dà forza al pensiero intrusivo che crescerà a dismisura fino a diventare intollerabile per la persona stessa.

Queste vengono definite ossessioni pure o ossessioni senza compulsioni per differenziarle dalle ossessioni compulsive, tipiche del disturbo ossessivo compulsivo, dove esiste un atto, la compulsione appunto, che serve a liberarsi dell’ossessione.

Quali sono i contenuti delle ossessioni?

Generalmente ognuno ha un argomento sensibile su cui basa le proprie ossessioni, esistono così ossessioni d’amore, ossessioni sessuali, ossessioni diaboliche, ossessioni omosessuali, ossessioni religiose, ossessioni pure aggressive e praticamente ogni tipo di ossessione concepibile dalla mente umana.

Contenuti frequenti sono ad esempio l’immagine di tradire il proprio partner, immagini o pensieri legati a situazioni sovrannaturali, immagini intrusive a sfondo omosessuale, vedere se stessi fare male a qualcuno e così via.

Come si curano le ossessioni con la terapia breve strategica?

La terapia breve strategica non indaga le cause remote di un problema (anche perchè collocando nel passato la causa di un problema ci troveremmo nella situazione di colui che è vittima di una condanna che non è in grado di mutare), ma le tentate soluzioni che alimentano il disturbo (se vuoi saperne di più puoi approfondire con questo articolo: cos’è la terapia breve strategica?).

Vediamo quindi insieme quali sono le tipiche tentate soluzioni di chi soffre di un disturbo ossessivo:

  1. tentare di scacciare il pensiero
  2. ricerca di rassicurazioni
  3. evitare situazioni che possano attivare i pensieri

Chi soffre di ossessioni mentali che siano pensieri intrusivi o immagini ricorrenti, cercherà innanzitutto di scacciarle, ma come può facilmente constatare chiunque abbia mai provato a non pensare a qualcosa volontariamente, questo tentativo non può essere che un misero fallimento, anzi, dalle ricerche sulle ossessioni emerge un dato ancora più allarmante: è proprio il tentativo di non pensare a qualcosa che, di fatto, trasforma un pensiero “normale” in un pensiero intrusivo.

Sulla base dello specifico contenuto, poi, la persona tenderà a cercare delle rassicurazioni riguardo le questioni che lo ossessionano: ad esempio un’ossessione amorosa può portare a chiedere rassicurazione al partner sui propri sentimenti, mentre un’ossessione a sfondo omosessuale può portare la persona anche a sperimentarsi in approcci con lo stesso sesso cercando di rassicurarsi del fatto di non provare nulla.

Infine chi soffre di ossessioni cercherà per quanto possibile di tenersi alla larga da quello che potrebbe ricordargli il pensiero intrusivo, quello che accade, però, è che a furia di evitare una determinata situazione costruisce una vera e propria paura di quella situazione stessa, andando così ad alimentare l’ossessione per qualcosa che ora si ritiene anche essere pericoloso.

Quello che quindi porta allo sblocco di una situazione ossessiva deve considerare le tentate soluzioni prevalenti del problema stesso e, seguendo una logica analoga, che assecondi la resistenza al cambiamento, eliminare le tentate soluzioni stesse.

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