Ossessioni d’amore: doc da relazione, come liberarsene

Dr Andrea Iengo

psicologo psicoterapeuta
Portici, via Libertà 166

389 20 40 306

psi@andreaiengo.it

Ossessioni d’amore o doc da relazione?

ossessioni d'amore terapia breve strategica Le ossessioni d’amore sono una delle più frequenti cause di sofferenza sia per gli uomini che per le donne. Avicenna più di mille anni fa diceva: “L’amore è un pensiero assiduo, di natura melanconica, che nasce a causa del pensare e ripensare le fattezze, i gesti, i costumi di una donna; esso non nasce come malattia, ma diviene malattia quando, non essendo soddisfatto, diventa pensiero ossessivo.” ecco quindi fondersi il normale slancio amoroso con il disturbo, qualcosa che rende anche molto difficile capire quando effettivamente c’è bisogno di rivolgersi ad un professionista o quando invece la situazione è del tutto normale.

Quando chiedere aiuto per un’ossessione d’amore?

Innanzitutto quando il pensiero ossessivo diventa invalidante: quando cioè non si riesce più a svolgere le proprie normali attività quotidiane a causa del pensiero. Ci sono casi in cui ad esempio il pensiero è così invasivo che non si riesce più a lavorare, non si esce più con gli amici, non si riesce più a mangiare e così via, in questi casi è consigliabile richiedere l’aiuto di un esperto al più presto.

Disturbo ossessivo compulsivo da relazione o DOC da relazione

Si parla di doc da relazione o disturbo ossessivo compulsivo da relazione una particolare forma di dubbio patologico incentrato sulla relazione di coppia.

Quali sono i sintomi del doc da relazione?

i sintomi tipici sono un continuo rimuginare sulla propria relazione, chiedendosi se effettivamente si ama o meno il proprio partner “lo amo o non lo amo?” a cui proviamo a dare una risposta che però non riusciamo mai a trovare, anzi, ogni volta che troviamo una risposta parte una nuova domanda. Questo è un esempio di quello che pensa chi ha un doc da relazione: “lo amo o non lo amo? sì lo amo. Ma se lo amo perchè mi sto chiedendo se lo amo o meno? Se lo amassi davvero dovrei saperlo senza farmi alcuna domanda. Quindi non lo amo. Ma se non lo amo perchè continuo a stare con lui e l’idea di lasciarlo mi fa stare male? Forse gli sto mentendo. Allora lo lascio. Ma se lo lascio e poi in realtà mi accorgo di amarlo lo avro perso per sempre!…” e così via in un meccanismo che non ha mai fine di domande e risposte, di dubbi sull’amore. Ovviamente un meccanismo del genere porta dei sintomi notevoli, tutto sommato tipici dei disturbi ossessivi (per maggiori info: www.terapiabrevenapoli.it/ossessioni) come ad esempio: incapacità di concentrarsi ansia costante confusione mentale attacchi di panico ansia da relazione di coppia fin qui abbiamo parlato di un “amore ossessivo” inteso come dubbi ossessivi sulla relazione d’amore. Ma ci sono anche altre varianti.

Ossessione d’amore per una persona (che non ricambia)

L’amore non ricambiato è uno dei più grandi drammi dell’esistenza umana, ma talvolta questa cosa non riesce ad essere superata e ci si trova ad essere letteralmente ossessionati dall’idea di qualcuno che però non ha alcuna intenzione di averci come partner. Questo è il tipo di ossessione che più spesso ha ripercussioni in altri ambiti della vita. Se l’ossessione diventa ossessione compulsiva, è possibile che si mettano in atto alcuni comportamenti anche in violazione della legge. Pensa a chi ad esempio chiama insistentemente la persona amata al telefono anche decine di volte in un giorno, oppure a chi effettua dei veri e propri pedinamenti. In questi comportamenti spesso l’aspetto psicologico viene messo in secondo piano dalle conseguenze legali.

Amore morboso

quando si parla di amore morboso si intende solitamente una relazione particolarmente “asfissiante” a causa della gelosia patologica di uno (o entrambi) dei due partner. La paura di poter essere traditi spingi alcune persone a dei comportamenti che sono tutt’altro che piacevoli per l’altro partner: controllare gli spostamenti, controllare il cellulare, controllare facebook e instagram e così via. Azioni che a lungo andare comportano la realizzazione di ciò che più si teme: si spinge letteralmente l’altra persona nelle braccia di chiunque si comporti in modo più ragionevole.

Come liberarsi dalle ossessioni amorose?

Come fare quando l’amore diventa un’ossessione?

qui ci occupiamo del caso in cui ci troviamo davanti all’ansia da relazione di coppia oppure ai dubbi ossessivi sulla relazione, in questo caso se il meccanismo è quello descritto precedentemente, cioè farsi domande che di fatto non hanno una risposta, allora, per quanto arduo, si troverà giovamente interrompendo questo circolo vizioso. Bisogna cioè smettere di rispondere alle domande che l’ossessione ci spinge a voler risolvere. Talvolta queso dubbio si sposta anche a livello comportamentale, in alcuni casi si arriva a tradire il proprio partner per essere sicuri che non si ama in realtà un’altra persona, ma ovviamente anche quella prova non sarà sufficiente a dipanare il dubbio, destabilizzando ulteriormente sia la coppia che la persona che cercava una rassicurazione. Allo stesso modo si può mettere alla prova la propria attrazione sessuale verso il proprio partner, come conferma, o verso qualcun altro, come disconferma, con l’effetto paradossale di creare repuslione dove si vuole provare attrazione e attrazione dove si vuole provare repulsione. Il suggerimento in questo caso è quello di interrompere ogni tentativo di verificare empiricamente ciò che il dubbio esige.

Chiedi aiuto a un professionista

Se tutto questo non è sufficiente a guarire dalle tue ossessioni d’amore allora è il momento di chiedere aiuto a un professionista, se vuoi sapere come posso aiutarti visita la pagina psicologo Portici oppure contattami al 3892040306.  

Dr Andrea Iengo

psicologo psicoterapeuta
Portici, via Libertà 166

389 20 40 306

psi@andreaiengo.it

6 risposte a “Ossessioni d’amore: doc da relazione, come liberarsene”

  1. Ciao sto con il mio moroso da circa tre anni, l ho sempre stimato, mi è sempre piaciuto, mi fa ridere e tutto l ho sempr amato e ne sono certa
    Però non dico Dall inizio però da metà relazione mi chiedevo ma lo amo davvero che le farfalle allo stomaco non le sento, allora mi domando sempre il perché e mi dico sempre ch voglio sentire più emozioni da quando ho queste domande non mi godo più lui all inizio si mi ddicvo io lo amo sono felicissima sono solo fisse, perché io sono molto paranoica anche con altri morosi lo ero.
    Però sono arrivata un punto di stanchezza come se mi fossi stancata di lui
    Cioè non ce la faccio più a sopportare questo peso
    Voglio vivermelo al meglio
    Ma ora mi sono pure stancata, piango tutti i giorni, seconfo lei è meglio lasciarlo e pensare per poi rimettere a posto le Cos o vederlo di meno per migliorare le cose

    1. Questo meccanismo è piuttosto diffuso e purtroppo è un vero e proprio circolo vizioso. C’è la credenza che in una relazione si debbano provare sempre le stesse sensazioni tipiche della prima fase di innamoramento. Queste sensazioni sono per loro natura temporanee e nulla hanno a che fare con i sentimenti. Misurare quindi i propri sentimenti in base alla presenza o meno delle farfalle nello stomaco, del batticuore e così via è sbagliato. Pensi di mangiare una cosa che le piace e sentire batticuore, farfalle nello stomaco, un po’ di vertigini… penserebbe che quel cibo le fa bene o che magari dovrebbe smettere di mangiarlo? Da qualche parte nell’immaginario romantico qualcuno ha pensato che invece questi fossero segnali positivi. I sentimenti non si possono misurare e l’unico modo per essere certi dei propri sentimenti è smettere di chiedersi se davvero amiamo qualcuno oppure no.

  2. Buonasera Dott.

    Premetto che quattro anni fà ho avuto una relazione di tre anni, “il primo amore” quella storia mi ha particolarmente turbato, sono stato tradito e in contemporanea ho perso andhe il mio papà, da li è stato difficile stare bene, riacquisire quella sicurezza che magari prima potevo avere di me stesso…In questi ultimi quattro anni, nn ho piu voluto sapere nnt dell’amore, avevo repulso verso gli uomini e i sentimenti stessi. Ho cercato semplicemente di vivermi la spensieratezza della mia età. Attualmente ho 27 anni, tre mesi fà incontro un ragazzo, doveva essere il solito caffè, anche perchè lui ha 21 anni, quindi per me era inaccettabile potesse nascere qualcosa, di solito mi sono rapportato sempre a persone più mature. E invece sfocia in una frequentazione… E cosi mi chiedevo cosa non andasse in me, tra varie ricerche sul web. Mi è saltato all’occhio l’articolo “Doc da relazione” mi rispecchio in ogni sua forma e descrizione. Sono assurdi i dubbi che risiedono in me, le ansie, le paure e le paranoie!
    Io lo so che lui mi vuole bene, e so che fondamentalmente gliene voglio anche io… Peró in continuazione sto a segarmi la mente “forse non ci tengo quanto lui tiene a me” “no forse ci tengo ma mi sta troppo addosso” “ no ma perchè ora non mi sta pensando” “secondo me mi tradisce” “ no ma è troppo piccolo” “ha esigenze diverse dalle mie” “fisicamente non mi piace” “ma quanto è carino” mi capisce dotto.re? Mi sto seriamente preoccupando, anche perchè finisco per non stare bene io e non far stare bene Lui, e cosi lo lascio, poi lo cerco, poi metto in dubbio, poi lo rilascio, poi me lo ripiglio. Cioé mi aiuti lei.

    Cordialmente
    Emanuele

    1. Salve, situazioni del genere sono all’ordine del giorno, tante coppie che pensano di avere un problema di coppia finiscono poi per scoprire che in realtà si trattava di un disturbo ossessivo. In questi casi è indicativo il numero di dubbi e di domande, ma avere dubbi non è sempre indice di un disturbo. La situazione diventa significativa quando non possiamo fare a meno di rispondere -praticamente tutto il giorno- a queste domande, creando una sorta di flusso di coscienza continuo in cui si alternano domande e risposte senza fine oppure continue messe alla prova anche fisiche, alla ricerca della sensazione ‘giusta’ che ci dica che è tutto a posto. Problemi del genere di solito non sono, nella storia della persona, limitate solo ad un ambito, ma è probabile che in passato siano stati accompagnati da dubbi su altre cose o da comportamenti compulsivi (rituali). Qualora si ritrovasse in una situazione del genere non posso che ribadirle quanto detto nell’articolo: smettere di cercare di rispondere alle domande e smettere di mettersi alla prova, lasciando che le cose vadano come devono andare. Un altro errore che tipicamente si fa in queste circostanze è parlarne continuamente con il partner o cercare di risolvere la situazione con lui. In questi casi ciò che accade è solitamente un incremento del disagio legato alla relazione stessa.

  3. Buongiorno egregio dottore. Ho 40 anni e praticamente da quando ne ho 29 soffro di questo disturbo, ho sempre lasciato ogni qualvolta la relazione si faceva più seria, il mio era un vero e prorpio fuggire. Per poi accorgermi di quanto quella persona era importante per me. Per timore di tornare a fallire ho evitato storie per molti anni, poi ho conosciuto il mio attuale compagno, poco più giovane, molto attraente, ma timido e riservato, è scattata una fortissima attrazione sfociata in amore, abbiamo convissuto dopo appena 3 mesi. Da quel momento in poi ho cominciato ad aver i primi disturbi, poi abbiamo deciso di comprare casa. Ebbene, ora lui vive in quella casa magnifica da solo. IO presa da un panico incredibile son fuggita. Ora ci sentiamo 1 volta a settimana per contenere la mia angoscia, e lui, innamorato e sempre comprensivo, cerca di darmi tempo e non mettermi fretta, infatti non mi assilla ma nella mia mente anche uno suo unico messaggio mi manda ai matti, facendo scattare nuovamente tutte le ansie. In passato ho seguito percorsi psicologici ma senza mai trovare il bandolo della questione. Ho letto moltissimi libri ma idem, vedo che passano gli anni ma i sintomi persistono e in questo caso specifico (prima volta che acquisto casa assieme e parlo di matrimonio) sono tornati più forti che mai. […] Anche se ho un compagno empatico e dolcissimo. Grazie infinite e mi perdoni se son stata troppo prolissa.
    Marina

    1. Salve, in una relazione sentimentale ci sono ben poche certezze e finchè non siamo in grado di accettare questo fatto e ci sforziamo invece di trovare delle sicurezze ‘oggettive’ finiremo nuovamente per aver paura di aver fatto la scelta sbagliata.
      Non so che tipo di lavori psicologici abbia fatto fino a questo momento, ma in alcuni casi capita che si possa confondere un problema di questo tipo con un problema sentimentale, d’altronde quasi sempre anche chi ne soffre commette questo errore.
      Ed è probabile che sia stato questo il motivo per cui è sempre riuscita a tamponare, ma poi ad un certo punto perde il controllo della situazione: perchè si concentra sul contenuto specifico invece di lavorare sul meccanismo che ne è alla base.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *