Ossessioni d’amore: doc da relazione, come liberarsene

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Ossessioni d’amore o doc da relazione?


ossessioni d'amore terapia breve strategica

Le ossessioni d’amore sono una delle più frequenti cause di sofferenza sia per gli uomini che per le donne.

Avicenna più di mille anni fa diceva:

“L’amore è un pensiero assiduo, di natura melanconica, che nasce a causa del pensare e ripensare le fattezze, i gesti, i costumi di una donna; esso non nasce come malattia, ma diviene malattia quando, non essendo soddisfatto, diventa pensiero ossessivo.”

ecco quindi fondersi il normale slancio amoroso con il disturbo, qualcosa che rende anche molto difficile capire quando effettivamente c’è bisogno di rivolgersi ad un professionista o quando invece la situazione è del tutto normale.

 

Quando chiedere aiuto per un’ossessione d’amore?

Innanzitutto quando il pensiero ossessivo diventa invalidante: quando cioè non si riesce più a svolgere le proprie normali attività quotidiane a causa del pensiero. Ci sono casi in cui ad esempio il pensiero è così invasivo che non si riesce più a lavorare, non si esce più con gli amici, non si riesce più a mangiare e così via, in questi casi è consigliabile richiedere l’aiuto di un esperto al più presto.

Disturbo ossessivo compulsivo da relazione o DOC da relazione

Si parla di doc da relazione o disturbo ossessivo compulsivo da relazione una particolare forma di dubbio patologico incentrato sulla relazione di coppia.

Quali sono i sintomi del doc da relazione?

i sintomi tipici sono un continuo rimuginare sulla propria relazione, chiedendosi se effettivamente si ama o meno il proprio partner “lo amo o non lo amo?” a cui proviamo a dare una risposta che però non riusciamo mai a trovare, anzi, ogni volta che troviamo una risposta parte una nuova domanda. Questo è un esempio di quello che pensa chi ha un doc da relazione:

“lo amo o non lo amo? sì lo amo. Ma se lo amo perchè mi sto chiedendo se lo amo o meno? Se lo amassi davvero dovrei saperlo senza farmi alcuna domanda. Quindi non lo amo. Ma se non lo amo perchè continuo a stare con lui e l’idea di lasciarlo mi fa stare male? Forse gli sto mentendo. Allora lo lascio. Ma se lo lascio e poi in realtà mi accorgo di amarlo lo avro perso per sempre!…” e così via in un meccanismo che non ha mai fine di domande e risposte, di dubbi sull’amore.

Ovviamente un meccanismo del genere porta dei sintomi notevoli, tutto sommato tipici dei disturbi ossessivi (per maggiori info: www.terapiabrevenapoli.it/ossessioni) come ad esempio:

incapacità di concentrarsi
ansia costante
confusione mentale
attacchi di panico
ansia da relazione di coppia

fin qui abbiamo parlato di un “amore ossessivo” inteso come dubbi ossessivi sulla relazione d’amore. Ma ci sono anche altre varianti.

Ossessione d’amore per una persona (che non ricambia)

L’amore non ricambiato è uno dei più grandi drammi dell’esistenza umana, ma talvolta questa cosa non riesce ad essere superata e ci si trova ad essere letteralmente ossessionati dall’idea di qualcuno che però non ha alcuna intenzione di averci come partner. Questo è il tipo di ossessione che più spesso ha ripercussioni in altri ambiti della vita. Se l’ossessione diventa ossessione compulsiva, è possibile che si mettano in atto alcuni comportamenti anche in violazione della legge. Pensa a chi ad esempio chiama insistentemente la persona amata al telefono anche decine di volte in un giorno, oppure a chi effettua dei veri e propri pedinamenti. In questi comportamenti spesso l’aspetto psicologico viene messo in secondo piano dalle conseguenze legali.

Amore morboso

quando si parla di amore morboso si intende solitamente una relazione particolarmente “asfissiante” a causa della gelosia patologica di uno (o entrambi) dei due partner.

La paura di poter essere traditi spingi alcune persone a dei comportamenti che sono tutt’altro che piacevoli per l’altro partner: controllare gli spostamenti, controllare il cellulare, controllare facebook e instagram e così via. Azioni che a lungo andare comportano la realizzazione di ciò che più si teme: si spinge letteralmente l’altra persona nelle braccia di chiunque si comporti in modo più ragionevole.

Come liberarsi dalle ossessioni amorose?

Come fare quando l’amore diventa un’ossessione?

qui ci occupiamo del caso in cui ci troviamo davanti all’ansia da relazione di coppia oppure ai dubbi ossessivi sulla relazione, in questo caso se il meccanismo è quello descritto precedentemente, cioè farsi domande che di fatto non hanno una risposta, allora, per quanto arduo, si troverà giovamente interrompendo questo circolo vizioso.

Bisogna cioè smettere di rispondere alle domande che l’ossessione ci spinge a voler risolvere.

Talvolta queso dubbio si sposta anche a livello comportamentale, in alcuni casi si arriva a tradire il proprio partner per essere sicuri che non si ama in realtà un’altra persona, ma ovviamente anche quella prova non sarà sufficiente a dipanare il dubbio, destabilizzando ulteriormente sia la coppia che la persona che cercava una rassicurazione.

Allo stesso modo si può mettere alla prova la propria attrazione sessuale verso il proprio partner, come conferma, o verso qualcun altro, come disconferma, con l’effetto paradossale di creare repuslione dove si vuole provare attrazione e attrazione dove si vuole provare repulsione.

Il suggerimento in questo caso è quello di interrompere ogni tentativo di verificare empiricamente ciò che il dubbio esige.

Chiedi aiuto a un professionista

Se tutto questo non è sufficiente a guarire dalle tue ossessioni d’amore allora è il momento di chiedere aiuto a un professionista, se vuoi sapere come posso aiutarti contattami al 3892040306 o prenota una prima visita direttamente online.

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66 risposte a “Ossessioni d’amore: doc da relazione, come liberarsene”

  1. Ciao sto con il mio moroso da circa tre anni, l ho sempre stimato, mi è sempre piaciuto, mi fa ridere e tutto l ho sempr amato e ne sono certa
    Però non dico Dall inizio però da metà relazione mi chiedevo ma lo amo davvero che le farfalle allo stomaco non le sento, allora mi domando sempre il perché e mi dico sempre ch voglio sentire più emozioni da quando ho queste domande non mi godo più lui all inizio si mi ddicvo io lo amo sono felicissima sono solo fisse, perché io sono molto paranoica anche con altri morosi lo ero.
    Però sono arrivata un punto di stanchezza come se mi fossi stancata di lui
    Cioè non ce la faccio più a sopportare questo peso
    Voglio vivermelo al meglio
    Ma ora mi sono pure stancata, piango tutti i giorni, seconfo lei è meglio lasciarlo e pensare per poi rimettere a posto le Cos o vederlo di meno per migliorare le cose

    1. Questo meccanismo è piuttosto diffuso e purtroppo è un vero e proprio circolo vizioso. C’è la credenza che in una relazione si debbano provare sempre le stesse sensazioni tipiche della prima fase di innamoramento. Queste sensazioni sono per loro natura temporanee e nulla hanno a che fare con i sentimenti. Misurare quindi i propri sentimenti in base alla presenza o meno delle farfalle nello stomaco, del batticuore e così via è sbagliato. Pensi di mangiare una cosa che le piace e sentire batticuore, farfalle nello stomaco, un po’ di vertigini… penserebbe che quel cibo le fa bene o che magari dovrebbe smettere di mangiarlo? Da qualche parte nell’immaginario romantico qualcuno ha pensato che invece questi fossero segnali positivi. I sentimenti non si possono misurare e l’unico modo per essere certi dei propri sentimenti è smettere di chiedersi se davvero amiamo qualcuno oppure no.

  2. Buonasera Dott.

    Premetto che quattro anni fà ho avuto una relazione di tre anni, “il primo amore” quella storia mi ha particolarmente turbato, sono stato tradito e in contemporanea ho perso andhe il mio papà, da li è stato difficile stare bene, riacquisire quella sicurezza che magari prima potevo avere di me stesso…In questi ultimi quattro anni, nn ho piu voluto sapere nnt dell’amore, avevo repulso verso gli uomini e i sentimenti stessi. Ho cercato semplicemente di vivermi la spensieratezza della mia età. Attualmente ho 27 anni, tre mesi fà incontro un ragazzo, doveva essere il solito caffè, anche perchè lui ha 21 anni, quindi per me era inaccettabile potesse nascere qualcosa, di solito mi sono rapportato sempre a persone più mature. E invece sfocia in una frequentazione… E cosi mi chiedevo cosa non andasse in me, tra varie ricerche sul web. Mi è saltato all’occhio l’articolo “Doc da relazione” mi rispecchio in ogni sua forma e descrizione. Sono assurdi i dubbi che risiedono in me, le ansie, le paure e le paranoie!
    Io lo so che lui mi vuole bene, e so che fondamentalmente gliene voglio anche io… Peró in continuazione sto a segarmi la mente “forse non ci tengo quanto lui tiene a me” “no forse ci tengo ma mi sta troppo addosso” “ no ma perchè ora non mi sta pensando” “secondo me mi tradisce” “ no ma è troppo piccolo” “ha esigenze diverse dalle mie” “fisicamente non mi piace” “ma quanto è carino” mi capisce dotto.re? Mi sto seriamente preoccupando, anche perchè finisco per non stare bene io e non far stare bene Lui, e cosi lo lascio, poi lo cerco, poi metto in dubbio, poi lo rilascio, poi me lo ripiglio. Cioé mi aiuti lei.

    Cordialmente
    Emanuele

    1. Salve, situazioni del genere sono all’ordine del giorno, tante coppie che pensano di avere un problema di coppia finiscono poi per scoprire che in realtà si trattava di un disturbo ossessivo. In questi casi è indicativo il numero di dubbi e di domande, ma avere dubbi non è sempre indice di un disturbo. La situazione diventa significativa quando non possiamo fare a meno di rispondere -praticamente tutto il giorno- a queste domande, creando una sorta di flusso di coscienza continuo in cui si alternano domande e risposte senza fine oppure continue messe alla prova anche fisiche, alla ricerca della sensazione ‘giusta’ che ci dica che è tutto a posto. Problemi del genere di solito non sono, nella storia della persona, limitate solo ad un ambito, ma è probabile che in passato siano stati accompagnati da dubbi su altre cose o da comportamenti compulsivi (rituali). Qualora si ritrovasse in una situazione del genere non posso che ribadirle quanto detto nell’articolo: smettere di cercare di rispondere alle domande e smettere di mettersi alla prova, lasciando che le cose vadano come devono andare. Un altro errore che tipicamente si fa in queste circostanze è parlarne continuamente con il partner o cercare di risolvere la situazione con lui. In questi casi ciò che accade è solitamente un incremento del disagio legato alla relazione stessa.

  3. Buongiorno egregio dottore. Ho 40 anni e praticamente da quando ne ho 29 soffro di questo disturbo, ho sempre lasciato ogni qualvolta la relazione si faceva più seria, il mio era un vero e prorpio fuggire. Per poi accorgermi di quanto quella persona era importante per me. Per timore di tornare a fallire ho evitato storie per molti anni, poi ho conosciuto il mio attuale compagno, poco più giovane, molto attraente, ma timido e riservato, è scattata una fortissima attrazione sfociata in amore, abbiamo convissuto dopo appena 3 mesi. Da quel momento in poi ho cominciato ad aver i primi disturbi, poi abbiamo deciso di comprare casa. Ebbene, ora lui vive in quella casa magnifica da solo. IO presa da un panico incredibile son fuggita. Ora ci sentiamo 1 volta a settimana per contenere la mia angoscia, e lui, innamorato e sempre comprensivo, cerca di darmi tempo e non mettermi fretta, infatti non mi assilla ma nella mia mente anche uno suo unico messaggio mi manda ai matti, facendo scattare nuovamente tutte le ansie. In passato ho seguito percorsi psicologici ma senza mai trovare il bandolo della questione. Ho letto moltissimi libri ma idem, vedo che passano gli anni ma i sintomi persistono e in questo caso specifico (prima volta che acquisto casa assieme e parlo di matrimonio) sono tornati più forti che mai. […] Anche se ho un compagno empatico e dolcissimo. Grazie infinite e mi perdoni se son stata troppo prolissa.
    Marina

    1. Salve, in una relazione sentimentale ci sono ben poche certezze e finchè non siamo in grado di accettare questo fatto e ci sforziamo invece di trovare delle sicurezze ‘oggettive’ finiremo nuovamente per aver paura di aver fatto la scelta sbagliata.
      Non so che tipo di lavori psicologici abbia fatto fino a questo momento, ma in alcuni casi capita che si possa confondere un problema di questo tipo con un problema sentimentale, d’altronde quasi sempre anche chi ne soffre commette questo errore.
      Ed è probabile che sia stato questo il motivo per cui è sempre riuscita a tamponare, ma poi ad un certo punto perde il controllo della situazione: perchè si concentra sul contenuto specifico invece di lavorare sul meccanismo che ne è alla base.

  4. Buongiorno
    Ho avuto il doc da relazione a 20 anni, poi superato e poi riapparso a 48 in prossimità della menopausa poi ho iniziato una psicoterapia analitica di lunga durata e ci ho convissuto col disturbo per un po’ di anni , cioè mi ha fatto soffrire ma ma mai invalidato notevolmente, poi superato per 4/5 anni completamente e da un paio d’anni e apparso sotto forma di idea ossessiva verso mio figlio… assurdamente mi chiedo se amo mio figlio… ci convivo nel senso che a volte appare e molto spesso per fortuna vivo nella libertà di pensiero … ho fatto le mie elaborazioni… ecc … mi conosco abbastanza… Mi piacerebbe fare un percorso di rinforzo

    1. Il doc da relazione rientra nella categoria dei dubbi ossessivi (a seconda degli autori si chiama in modo diverso, ad esempio in Terapia Breve Strategica si chiama dubbio patologico) per cui il fatto che negli anni sia cambiato il contenuto di questi dubbi è assolutamente normale.Il dubbio infatti può ricadere sui più svariati ambiti e spostarsi anche con facilità da un argomento all’altro. La difficoltà nel combattere questo disturbo consiste nel non prestare attenzione al contenuto del pensiero, ma alla forma del pensiero, è quella, infatti, ad essere patologica e a causare disagio. Mi contatti per valutare le strategie più idonee alla sua situazione.

  5. Gentile Dottore, ho 42 anni e da quando sono bambina ricordo periodi felici a periodi di angoscia, panico, con pensieri sulle malattie, sulla eventuale morte dei miei cari, senso di colpa se ricevevo un regalo costoso, cose che cercavo di esorcizzare pregando, restando sveglia la notte. Preciso che mio papà ha avuto problemi di salute abbastanza gravi quando ero bambina, e tutta la vita l’ho visto prendere lexotan per calmare la paura di ammalarsi nuovamente. Ho sempre avuto paura se mia mamma si allontanava, o che mio papà non tornasse dal lavoro, mi infastidivano le vacanze, i viaggi anche brevi lontani da casa e li vivevo con stati depressivi. Apparentemente pero ho avuto uno sviluppo sereno, sempre brava a scuola, diligente, legata alla mia sorellina più piccola che a differenza mia sembrava solare, socievole, serena. A nove anni, nasce un fratellino, prematuro, viene a casa dopo un mese, lo sento piangere e mi viene il terrore… Che possa morire, non vorrei più stare in casa con lui, ho il panico. Di notte lui piange e io vorrei morire, mi attappo le orecchie. Mio padre ipocondriaco e forse anche io, mia madre una donne forte, sbrigativa, presente, protettiva, ma mai tenera, fisica… Una famiglia unita, una bella casa, sempre perfetta, pulita, curata. A dieci anni mi regalano un cucciolo, tanto desiderato e me lo fanno trovare a casa… Panico, lo rifiuto, vomito, voglio che lo portino via, non mangio per giorni… Alla fine mi riprendo, ma ho paura che muoia. In età adolescenziale iniziano i primi amori, li vivo con timore, alterno fasi depressive a fasi più euforiche, appaganti, totalizzanti. Nelle fasi depressive penso che sono giovane e che non ha senso impegnarsi con qualcuno che tanto non arriverò mai a sposare. Premetto che da bambina già pensavo che non mi sarei mai sposata o avuto figli perché la cosa mi dava inquietudine. Iniziano gli attacchi di panico (sin dagli 11 anni alle medie), e a 16 anni la paura ossessiva di poter essere incinta, pur non avendo neppure avuto rapporti completi, da qui il panico e il desiderio di lasciare il fidanzatino di turno. Provo a parlarne con mia mamma, mi sgrida, mi dice che non e’ una mia amica e che di certe cose non dovrei parlarne con lei. Fino a che, sin dalla prima frequentazione (a 16 anni) non iniziano a sorgermi dubbi ossessivi sulla relazione o sui miei partner, sempre a mettere in dubbio la veridicità dei miei sentimenti in un rincorrersi di pensieri sempre più spaventosi. Sento il bisogno di restare sola, ho paura, anche di essere lasciata, ma come in un circolo vizioso metto in pratica sempre lo stesso copione autodistruttivo. Alla fine resto sola e rinasco… Mi sento piena di energie, non più depressa, dispiaciuta per l’accaduto, ma inizialmente penso, come mi ripetono tutti, che magari non era la persona giusta. E riparto pronta a innamorarmi della persona perfetta per me. Comincio a evitare posti e canzoni e odori che lego ai miei momenti di down perché paradossalmente potrebbero farmi tornare quei pensieri, anche con un nuovo partner. Rendo la mia vita, piano piano negli anni, sempre più abitudinaria, lineare, cercando di limitare gli slanci troppo euforici (non riuscendoci) perché so che gli step successivi sono il panico, le ossessioni e la depressione. Questi pensieri sorgono all’improvviso senza che avvenga un episodio eclatante e in genere in seguito a un attacco di panico. Tipo: e se non lo amassi più? Quando magari fino a poche ore prima mi sentivo serena, normale… Se l’ho pensato allora ho dei dubbi, ma mi piace? Ma io lo amo, ma e’come se una vicina dentro di me mi ripetesse che sono falsa e malvagia e che in realtà non voglio ammettere che non lo amo e voglio lasciarlo. E da lì una lotta estenuante, protratta anche per anni, tra fasi alterne di benessere e deliri ossessivi, che alla fine stremata mi ha sempre portato a lasciare o a essere lasciata dai partner. In queste fasi, perdo gli slanci positivi, non riesco a mangiare, e ho il panico dal risveglio fino alla sera, quando le cose sembrano calmarsi e talvolta sparire, per poi ricominciare il giorno dopo uguali e con pensieri sempre più gravi, per settimane, tanto da dubitare dei miei sentimenti o di essere pazza. Ho ripetuto questo copione sempre per tutta la mia vita e con qualsiasi genere di compagno, anche con quelli scelti con cura, dopo attente osservazioni preventive di tutti i difetti fisici o caratteriali più evidenti che avrebbero potuto farmi sprofondare nel baratro. Talvolta, soprattutto le prime volte e’ capitato che di colpo il pensiero si spostasse dalla mia relazione, ai miei cari, ho avuto per mesi il pensiero fisso continuo di poter uccidere il mio fratellino o i miei genitori e ho temuto la loro vicinanza o la presenza di coltelli in cucina che cercavo di evitare. In quei momenti i dubbi sulla relazione svanivano, ma lo stesso tipo di angoscia con identico malessere si riversava sui famigliari, sino a ritornare sulla relazione. A 24 anni ho interrotto una gravidanza pur amando il mio compagno di allora e nonostante l’appoggio suo e delle nostre famiglie, a causa di questi dubbi ossessivi sul partner o sulla possibilità di far del male al bambino una volta nato. Pensavo di impazzire e non riuscivo a dare voce a queste paure, a spiegarle, per la vergogna e per il modo in cui tutti le liquidavano dicendomi che se non ero sicura era perché non ero innamorata davvero. Dieci anni fa, conosco il mio attuale marito. Ci vado cauta, ma lui mi travolge, ci innamoriamo, c’è passione e dopo un anno inizio a stabilirmi a casa sua. Ripartono questi pensieri, sempre gli stessi, sempre uguali con tutti e il panico, la depressione. Eravamo a una cena di Natale, da amici, mia sorella non stava bene e le capitava spesso, mi e’ venuto un attacco di panico e ho pensato: “mio Dio, ci risiamo”. E A mia sorella viene diagnosticato un disturbo ossessivo compulsivo, dopo anni di panico, sofferenze incentrate su dubbi religiosi, esistenziali, relativi a malattie e possibilità di infettarsi, seguiti da compulsioni come lavaggi estenuanti. Da lì ho intuito che forse il problema potesse essere dentro di me e non fuori, non sulla validità dei miei partner e mi sono rivolta a una psichiatra sostenuta dal mio compagno al quale ho spiegato il malessere. Mi ha curato con zoloft e alprazolam per un anno, diagnosticandomi un disturbo ossessivo/depressivo e per 4 anni non ho avuto nessuna ricaduta… Non avevo mai passato in vita mia un periodo così lungo di serenità pur controllando sempre l’andamento del mio umore e testando costantemente l’attrazione per il mio partner. Dopo 4 anni il pensiero ritorna, abbiamo perso mia suocera per un brutto male e a distanza di mesi ho come un crollo. In realtà vorrei sposarmi e fare tante cose con lui, ma il dubbio di amarlo o meno mi pervade, sono depressa, ho dubbi esistenziali, penso di voler morire piuttosto che vivere così, ma non mi arrendo e riprendo le cure e mi rivolgo a una psicologa dell’ASL. Da allora alterno fasi cicliche di benessere in cui i dubbi scompaiono, mi sento energica, positiva, ci siamo sposati serenamente due anni fa, a fasi in cui all’improvviso il terrore ritorna e tenta di minare ciò a cui tengo di più. Ho imparato che l’uomo perfetto non esiste e neanche le eterne farfalle nello stomaco e anche che vale la pena lottare per qualcuno che ti fa stare bene e che ti ama e che ami per come è. Stiamo affrontando un percorso di procreazione assistita, dopo anni di tentativi. A novembre resto incinta e dopo poche settimane tornano i dubbi, sempre uguali, ma anche sulla gravidanza, dubito di volerla davvero o almeno, la mia testa insinua in me questo dubbio atroce. Perdo il bambino. Riprendo le cure e a dicembre torno in me e torna l’amore, lo slancio. Riproviamo e a gennaio sono di nuovo incinta. Felicissimi, diminuisco le medicine e a febbraio in accordo proviamo a interrompere gli incontri con la. Psicologa. Passano 3 mesi, e tutti in quarantena, ma siamo sereni, il piccolo cresce e io sto bene. Ma il covid si porta via mio suocero. Mi sento soffocare, ci facciamo forza pensando alla gravidanza. Facciamo il b test….. Io da sola in ospedale per il. Covid e mio marito fuori che aspetta e mi dicono che qualcosa non va. Dobbiamo interrompere la gravidanza, la bambina ha una trisomia 13, incompatibile con la vita. Ho pensato che sarei morta dal dolore, ho pianto per giorni con mio marito che pur soffrendo ha saputo farmi forza. Ci siamo ripresi a fatica. La nostra vita sessuale in questi ultimi anni ha rallentato, il fatto di non riuscire a rimanere incinta mi ha un po bloccata come se la cosa avesse solo quello scopo e perdesse in spontaneita.Ma per il resto tutto sembra tornare piano piano a posto, ridiamo, facciamo progetti. Quando mi riprendo è proprio come se le fasi down non facessero parte di me, né i dubbi, né i pensieri. E alla domanda normale sulla veridicità dei miei sentimenti rispondo serenamente. Anzi sono più io a essere gelosa o a die ti amo. Ed ecco che ora, pronti per un nuovo ciclo di fivet i dubbi ritornano improvvisi, dopo un generico attacco di panico mentre pensavo alla salute di mio papà, alla morte, ma sempre legati a mio marito con domande del tipo: se non facciamo sesso è perché qualcosa non va? Non e’ che non lo ami abbastanza e se lo hai pensato deve essere vero e allora potresti lasciarlo? Ma io lo amo e penso di non desiderare altro. La psicologa mi supporta e mi tiene con i piedi per terra quando parto dietro a quelli che lei definisce deliri su mio marito e lo psichiatra mi ha aumentato le dosi delle medicine, ma mi sento stanca, consumata e non so più quale sia la verità, chi sono io e quale parte di me e’ quella a cui dovrei dare ascolto. Le scrivo perché nel pieno di questa fase disperata avrei bisogno di rassicurazioni o di qualsiasi cosa che possa farmi riprendere. Mi fido della psicologa che mi segue e anche dello psichiatra, ma quando sto male così cerco rassicurazioni per non mandare a monte di nuovo la mia vita. Mi scuso per il lungo racconto, ma sono disperata… Daniela

    1. Salve Daniela, purtroppo le ossessioni a volte finiscono su delle tematiche ‘ragionevoli’ pertanto siamo tentati di assecondarle fino all’estremo.
      Questo accade anche a chi ci circonda e, purtroppo, può accadere anche agli psicologi.
      I disturbi con base ossessiva insorgono solitamente proprio da piccoli e nel tempo tendono a cambiare forma e contenuto. Pertanto se da ragazzina la paura della morte dei suoi cari poteva essere una tematica ‘ragionevole’ per una bambina, con il passare del tempo le paure ‘ragionevoli’ sono diventate quelle relative alle relazioni, per poi spostarsi sulla ‘ragionevole’ paura di avere un figlio.
      In questi casi il problema è proprio tutta questa ragionevolezza che fa sì che chi è attorno a noi, e anche i medici a cui ci rivolgiamo per affrontare questo tipo di problema, ritengano anche loro ‘ragionevoli’ questi nostri pensieri e finiscono per assecondarli, cercando di ‘curare’ il contenuto del pensiero e perdendo di vista quello che è il vero problema, ossia la ‘forma’ del pensiero.
      Inoltre possiamo essere portati a pensare che proprio perché il pensiero cambia nel tempo allora non abbiamo un disturbo unico, ma magari siamo semplicemente troppo ansiosi o troppo attenti o troppo preoccupati.
      Per quanto riguarda la fivet, purtroppo, il sesso nelle coppie che affrontano un percorso del genere diventa una forzatura, un obbligo, e perde sia di spontaneità che di piacevolezza, facendo di conseguenza calare il desiderio.
      Capisco benissimo la sua ricerca di rassicurazioni e la riconosco molto bene come sintomo specifico del disturbo, però purtroppo questa è la cosa più dannosa che possa fare chi si trova nella sua situazione, per cui mi perdonerà se non la rassicuro, poiché concorrerei a peggiorare ulteriormente la sua situazione.
      Grazie per aver condiviso la sua storia.

  6. Buonasera dottore, io mi ritrovo in molte cose che ha detto nel video e purtroppo vivo questa situazione da 6 anni. Non riesco ad avere una relazione “normale” con una ragazza perché non sono convinto dei miei sentimenti e così preferisco vivere una storia a distanza evitando di impegnarmi seriamente facendo soffrire entrambi. Soffro moltissimo per questa situazione ma non riesco ad uscirne fuori, le ansie mi impediscono di sentire ciò che provo veramente per lei. Inoltre compulso continuamente sui suoi difetti fisici e la confronto sempre con le altre che mi capita di incontrare finendo per pensare che forse con quella o quell’altra sarei più felice e non avrei questi problemi. Sto molto bene con lei ma a volte mi fisso su ciò che potrebbero pensare gli altri di lei come se in qualche modo questa cosa potesse sminuire il mio ego. Mi vergogno e riconosco la bruttezza di ciò che dico ma è ciò che penso spesso. Ho intrapreso anche un percorso con uno psicologo che però non riesce ad aiutarmi molto e non crede che io abbia questo tipo di disturbo ma che forse non è semplicemente la persona giusta. Tutti, forse a ragione, mi consigliano di chiudere questa relazione ed io ci ho provato più e più volte, ma dopo essermi sentito liberato da un peso enorme sono tornate le ansie per l’ eventuale scelta sbagliata e mi sono sempre ravvicinato a lei. Mi sento in colpa per qualsiasi scelta faccia con lei e sento un senso di impotenza davanti a questo problema che non mi permette di vivere a pieno. Grazie per il video.

    1. Salve Giovanni, la descrizione che fa è abbastanza tipica di questo tipo di problema, ma ovviamente senza conoscerla direttamente non posso fare diagnosi.
      A volte può capitare che, a prescindere dalla bravura di uno psicologo non nasca quella relazione fondamentale per la risoluzione di un problema, in tal caso ad esempio, se con un mio paziente mi rendo conto di essere bloccato, sono io stesso a inviarlo ad un altro collega poiché, probabilmente, la relazione necessaria alla risoluzione del problema non si è creata. A questo punto è probabile che con un’altra persona si venga a creare una utile relazione terapeutica e che si riesca a risolvere il problema.
      Una delle trappole tipiche del disturbo di cui parlo nel video è proprio quella di cercare rassicurazioni dagli altri, chiedere (e ricevere soprattutto) consigli che dovrebbero aiutarci a decidere, mentre in realtà ci fanno sentire ancora più insicuri.
      Grazie per la condivisione, Andrea Iengo.

  7. Salve
    Sto insieme alla mia ragazza ( la prima ed unica spero) da quasi un anno, circa tre settimane fa mi sono svegliato di notte con delle domande fisse in testa… La amo? È lei quella giusta?
    Io sono convinto e sicuro dei miei sentimenti ma è come se in questo periodo fossere offuscati dalle continue domande che mi faccio.
    Appena rispondo ad una domanda ne esce un altra, piango quasi tutti i giorni perché io la amo veramente e non capisco cosa mi stia succedendo
    Grazie per la risposta

    1. Salve Nicolas, quello che sta descrivendo potrebbe essere l’inizio di un doc da relazione, se la cosa è iniziata adesso e non ha altri disturbi correlati (ad esempio il farsi continue domande anche su altri argomenti che possono essere anche molto diversi tra loro; altri tipi di doc; attacchi di panico… ) può vedere cosa accade se smette di rispondere alle domande e cerca di non parlare di questa cosa, è possibile che se è solo all’inizio possa rientrare solo con queste indicazioni. Altrimenti se è un disturbo presente da più tempo o che si intreccia con altre difficoltà le suggerisco di intraprendere un percorso di psicoterapia per risolvere il problema. Grazie per aver condiviso sua tua esperienza, Andrea Iengo.

      1. Per altri tipi di domande cosa intende?
        Mi capita di pensare mentre parlo con qualcuno a cui voglio bene a brutte cose ad esempio :parlo con un amico e intanto penso, e se in realtà mi stesse antipatico?
        Io so che non è così ma allora perché lo penso? È davvero brutto vivere con questi pensieri soprattutto rivolti alle persone che amo

        1. Sì, mi riferisco anche a questo tipo di domande che arrivano all’improvviso e non si riescono a mettere a tacere con le classiche rassicurazioni o con i vari ragionamenti che è portato a fare.

          1. Farsi le domande è normale, la parte problematica risiede nel non riuscire a non rispondere alle domande, perché come ha giustamente scritto nel primo commento, ad ogni risposta esce fuori una nuova domanda.

          2. Sono domande che non mi sono mai posto… E adesso che ho trovato la ragazza giusta per me perché devo fare così… Mi passa anche l’idea che io lo stia facendo apposta (non è cosi in realtà) ma dopo 3 settimane di dubbi è normale dubitare di tutto.
            Non capisco perché prima se volevo una cosa era semplice, ora so cosa voglio ma mi pongo mille domande che mi portano a pensare: lo voglio veramente?

          3. Salve
            Scusi il disturbo di nuovo, ma stamattina mi balena in testa l’idea che io mi sia stancato di tutto, spero che non sia cosi, sembro senza emozioni oggi… Ovviamente ho le solite domande in testa a cui non riesco a non rispondere

          4. Salve Nicolas, le suggerisco caldamente di iniziare una psicoterapia il prima possibile. Da quanto mi dice probabilmente non si tratta di una condizione destinata a risolversi da sola.

    2. Salve Nicolas, da quello che descrive potrebbe essere l’inizio di un doc da relazione. Se non ha altri disturbi correlati ed è iniziato da poco tempo (nell’ordine di settimane, più che di mesi) e se non ci sono altre problematiche correlate (ad esempio dubbi continui su altre tematiche, attacchi di panico, altre forme di doc…) può provare semplicemente a ignorare le domande senza sforzarsi di rispondere (come se si trattasse di un rumore di fondo) e cercare di non richiedere rassicurazioni. In questo caso il disturbo potrebbe rientrare senza grosse difficoltà. Altrimenti le suggerisco di iniziare un percorso di psicoterapia assicurandosi che la persona a cui si rivolge conosca questo specifico problema, altrimenti c’è il rischio concreto di alimentare le ossessioni. Grazie per aver condiviso la sua esperienza, Andrea Iengo.

  8. Buonasera, sono insieme al mio ragazzo da tanti anni, l’anno scorso abbiamo avuto un bimbo. Mi ritengo una ragazza molto fortunata. Da qualche anno soffro di attacchi d’ansia che sono sfociati in dubbi ossessivi sul mio amore verso di lui. Mi metto alla prova tutte le volte che mi passa un ragazzo davanti, chiedendomi se mi piacesse e provando a vedermi ipoteticamente con lui; tutto questo mi destabilizza e crea un forte disagio dentro di me.. Sento di amare il mio ragazzo ma non lo posso confermare difronte a questi dubbi.. Tutto questo ha avuto inizio da poco prima che andassimo a convivere. Ho provato ad affidarmi prima ad una psicologa poi ho voluto cambiare andando da un’altra, per entrambe si tratta di un calo del sentimento verso il mio partner ma io credo non sia così.. Ho provato così a non credere alla mia mente e lasciare andare ogni pensiero. Pian piano vedo che i momenti di panico si diradano ma quando attraverso periodi di forte stress lavorativo o per altro, si ripresentano. Lei mi consiglia di credere a me stessa o di credere a quello che mi hanno detto le psicologhe? Grazie

    1. Salve, la domanda in questione probabilmente non è corretta. Da quello che mi dice sta provando a risolvere questo dubbio misurando in qualche modo il “quantitativo” di amore che prova per il suo ragazzo. Ma come si sarà resa conto facilmente, non esiste un metro per l’amore. Esistono dei comportamenti e dei pensieri che pensa possano essere indice di ciò che prova. Non si tratta quindi di credere alla risposta che si dà da sola o alla risposta che le danno le psicologhe, ma di mettere in dubbio la correttezza della domanda stessa. Il problema non è che pensa ad altri ragazzi, ma che prova disagio quando accade.

  9. Salve… Sono un ragazzo di 29 anni, e vivo una storia da nove anni con la mia compagna… Da premettere che conviviamo da circa un anno… E abbiamo cercato di acquistare casa… Lì comincia la mia e agitazione e nascono i miei dubbi sulla mia relazione domande continue: se è la relazione giusta, se amo veramente la persona che ho accanto, ecc… Per ogni risposta che cerco di dare arriva una nuova domanda.
    Così dopo qualche giorno le dico tutto quello che sta accadendo e lei decide di tornare dai suoi, io ero disperato però credo che abbia fatto bene e che Cmq sarebbe stata la cosa giusta per entrambi. Ma appena ci allontaniamo comincio a pensare al modo per riallacciare i rapporti comincio a cercarla.
    Da lì la mia ansia comincia a indebolirsi, ma le mie domande continuano.
    Quando trovo risposte positive o ricerco sul web situazioni simili e capisco che il mio amore x lei c’è ancora mi sento meglio e sollevato… Quando le risposte sono negative allora ricomincia tutto il rimuginare su ogni situazione, quando ci vediamo cerco di capire cosa sto provando e cosa no… Dopo un paio di settimane comincio a sentirmi tranquillo quando ci vediamo, e cominciamo a vederci più spesso… Ma ad un tratto rieccoci punto a capo.
    Sto seguendo una psicoterapia da circa un mese… Ma ancora non ho un orientamento da seguire… Ora I miei pensieri dicono se sei in ansia vuol dire che non puoi stare con questa persona… Ma nel mio profondo so che io voglio lei nel mio futuro… Quando ho queste crisi mi viene da allontanarmi ma appena i sintomi calano ricomincio a cercarla con tutte le mie forze.
    Non so cosa fare e pensare… Io vorrei una vita con lei ma senza queste domande e dubbi che non mi fanno essere sereno.
    Io vorrei stare con lei, la mia paura è anche questo continuo senzo di agitazione e battiti accelerati mi possono nuocere gravemente. A volte percepisco che è questa situazione ansiosa che non mi permette di stare bene con lei. Che se questi sintomi si facessero da parte allora potrei stare con lei serenamente. Premetto che in questi anni e successo qualche volta di avere qualche dubbio ma poi dopo qualche giorno andava via e tornava tutto a gonfie vele… Ma ora con un impegno così importante da prendere non posso proseguire con queste domande e dubbi che sembrano così assillante. Dopo l’ennesima crisi ci allontaniamo di nuovo e io non riesco proprio a capire sé la mia paura più grande di scoprire di non amere più la mia ragazza o se sono fissazioni e pensieri che mi agitano tanto da allontanarmi….grazie mille

    1. Salve, quando ci troviamo a prendere delle decisioni importanti, dentro di noi si fa strada l’idea di dover fare la “scelta giusta”. Quando si parla di futuro, tuttavia, siamo costretti ad agire in un contesto in cui non abbiamo tutte le informazioni necessarie per effettuare questo tipo di scelta. Purtroppo siamo cresciuti in una società in cui il mito delle scelte giuste è molto presente e abbiamo finito per crederci davvero. Nella vita reale siamo tutti chiamati a rispondere a domande di cui nessuno ha le risposte. In questo caso il problema non è tanto riuscire a trovare la risposta “definitiva” quanto smettere di angosciarsi davanti a questi dubbi.

      1. Buongiorno…. Vorrei farle una domanda…. Come si può capire se questi dubbi, pensieri sono frutto di un ossessione, di un doc da relazione e non sono invece segni di una perdita di sentimento verso il proprio partner?

        1. Salve Alessandro,
          Per valutare se si tratta di pensieri ossessivi o di una normale perdita di interesse verso una persona si può indagare innanzitutto l’emozione legata ad esempio al pensiero di lasciare il proprio partner: se proviamo paura (non la paura di come dirlo per non ferire l’altro o la paura di affrontare una situazione nuova, ma proprio la paura che a causa dei pensieri lo lasceremo) questo può essere un indizio di un pensiero ossessivo. Anche il modo in cui compaiono i pensieri può darci degli indizi: i pensieri ossessivi sono infatti intrusivi, ci troviamo a pensarci quando non vorremmo e, in particolare i dubbi, richiedono molte energie, tanto che ci si trova spesso davanti a persone che hanno “esaurito” le energie mentali a causa di quella domanda a cui non riescono a trovare risposta. Infine un altro indizio è legato ad altro dubbi che cadono su altre aree della vita o alla presenza di compulsioni di qualche tipo. Una struttura ossessivo compulsiva di solito non è confinata ad un unico aspetto, ma è visibile anche in altri aspetti.

          1. Salve dottore, io da piccolo avevo l’ossessione di lavarmi sempre le mani all’età credo di circa dieci anni e cercavo poi rassicurazioni a mio fratello o ai miei genitori se lo avessi fatto nel modo giusto, arrivati all’età di circa 14 anni avevo paura di poter far male ai miei familiari, poi controllavo ripetutamente i fuochi del gas ecc… Ad oggi mi trovo in questa situazione ma è la prima volta che vado in terapia, di dubbi nella mia relazione negli anni gli ho avuti ma non dovendo prendere decisioni importanti non li davo peso e dopo qualche periodo sparivano. Ma ad oggi dovendo prendere una decisione importante non riesco a venirne fuori, ora in questi giorni il mio livello d’ansia si è abbassato significamente perché non rispondo più a queste domande e non cerco di smontare e scacciare queste pensieri e non cerco di dare una spiegazione a tutto questo. Ma i miei dubbi e pensieri restano anche se non sono per ora oggetto di forte ansia come nei giorni passati.

          2. Salve Alessandro,
            Da quello che dice sta combattendo da parecchi anni con ossessioni e compulsioni, smettere di rispondere alle domande è il primo passo indispensabile per venirne fuori, ma i disturbi ossessivi vanno affrontati in tutte le loro parti prima di potersi dire risolti. Per cui è probabile che dovrà affrontare anche altri “residui” ancora non risolti, prima di potersi definitivamente liberare di questi dubbi. Se l’ansia in questo periodo sta diminuendo è il segno che è sulla strada giusta. Prosegua così e faccia attenzione a non cercare ulteriori rassicurazioni, per evitare di riattivare i dubbi. Andrea Iengo.

      2. Salve dottore, dopo svariati giorni di serenità e nel quale riuscivo a gestire qualche stato di agitazione, abbiamo deciso di riprendere a vedere di acquistare. Un appartamento,be nei primi giorni ero agitato ma credo di aver gestito bene la cosa, ma ora sembra che stiano ritornando i pensieri con intensità maggiore come i primi periodi…questo mi angoscia molto …ora mi chiedo perché accade questo ogni qualvolta cerco di fare questo passo? Questi pensieri avvolte mi convincono che c’è qualcosa che non và nella relazione, ma nello stesso tempo non vorrei perdere una persona che è molto importante x me.

        1. Salve Alessandro,
          il meccanismo del dubbio, soprattutto quando è di lunga data, necessita di un certo tempo per essere completamente smontato. Inoltre tende ad avere per sua natura un andamento oscillatorio. Il meccanismo da applicare è sempre quello di bloccare le risposte per inibire le domande, facendo attenzione a non provare a bloccare invece le domande, cosa che fa peggiorare la situazione.
          In molti casi la relazione ‘reale’ non c’entra con i dubbi, per cui anche interrompere la relazione e intraprenderne una con un’altra persona porta semplicemente a riproporre lo stesso schema anche con la nuova persona.
          Per questo motivo, quando i dubbi non si sciolgono facilmente suggerisco di intraprendere una psicoterapia.

          1. Grazie dottore per la risposta, segua una psicoterapia da circa due mesi e mezzo,di fatti dopo qualche tempo ho avuto i primi giovamenti tra alti e bassi ….ma appena tocco questo tema ecco che ritorna tutto

          2. Tenga presente che è un processo che richiede un po’ di tempo. Faccia attenzione se si accorge che non appena parla dei dubbi sulla relazione questi aumentano, è possibile che non stia lavorando sul meccanismo del problema, ma che stiate semplicemente provando a trovare la risposta ai dubbi. E questo non fa altro che peggiorare la situazione. È una cosa che capita piuttosto spesso quando si chiede aiuto per un presunto problema di coppia e invece il problema è un disturbo ossessivo.

          3. Buongiorno dott. Volevo chiederle da quello che le arrivato secondo lei la mia persona rispecchia i canoni per un disturbo ossessivo? E volevo dirle che quando ho questi picchi di agitazione e ansia con questi pensieri che mi assalgono, ho il bisogno urente di allontanarmi se non addirittura di porre fine alla mia relazione, la notte non riesco a dormire bene ,ma io non vorrei una vita senza lei, o non riesco a immaginare il pensiero di non rivederla più…. grazie

          4. Salve Alessandro,
            chiaramente questo è solo un blog e non c’è modo di fare un’ipotesi diagnostica senza dei colloqui approfonditi. Posso dirle che da quello che racconta non si può escludere che ci sia un disturbo del genere. Anche il fatto che parlarne faccia aumentare i dubbi è abbastanza tipico di questo tipo di disturbo. Ma sicuramente la persona che ne sa di più in questo momento è il terapeuta a cui si è rivolto, per cui le suggerirei di chiedere a lui conferma di questo. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e le auguro una buona serata.

          5. Grazie mille dottore….spero riesca ad uscire da questa situazione…perche con lei ho sempre progettato la mia vita, di periodi con dei dubbi insistenti durante gli anni ci sono stati, ma non avendo la necessità di prendere decisioni nell’immediato questi poi sparivano per tornare alla normalità. Ma ogni qualvolta c’è da compiere un passo importante eccoli li di nuovo presenti e vivi. Grazie ancora

          6. Grazie mille dottore…..spero di uscire da questo problema perché ho progettato la mia vita con lei….anche se di dubbi ne ho avuti durante la nostra storia ….ma così come si fanno forti nel momento in cui dobbiamo fare un passo importante mai….. grazie ancora

          7. Salve dottore, da quando si è riacceso tutto, mi arrivano in continuazione pensieri del tipo non l’amo, appena smentisco questo ne arriva un altro , provo ansia quando sto con lei quindi devo lasciarla….e così via con altri pensieri simili da un minuto all’altro….ma io non riesco a vedere una vita senza lei ….ma non riesco a stare tranquillo con questi pensieri…. perché appena ne contraddico uno se ne presenta un altro, non so più cosa fare e soprattutto a cosa credere….

          8. Salve Alessandro, da quello che dice il problema è proprio il suo combattimento contro questi pensieri che non fa altro che farne arrivare degli altri, purtroppo pensiamo di poter controllare i nostri pensieri, quando invece basta guardarsi intorno per capire che è solo un mito, alimentato spesso proprio da chi più dovrebbe sapere come funziona la mente umana. Quello che va combattuto non è il contenuto del dubbio (la amo o non la amo?) ma la struttura del dubbio, che è quella che ci costringe a trovare una risposta a queste domande e che poi ci presenta altre domande mano a mano che rispondiamo alle precedenti. Se vuole un secondo parere può contattarmi per fissare un appuntamento online e valutare la sua situazione. https://www.terapiabrevenapoli.it/#contatti

          9. Cmq dottore….sì mi capita che quando parlo dei dubbi con i miei amici e parenti questi diventano più insistenti ed aggressivi…che peggiorano con il cattivo umore…mi capita di passare intere giornate a pensare sempre le stesse cose : se la amo veramente? Se questi blocchi sono dovuti a l’ansia di fare un passo importante oppure se e qualche problema nei miei sentimenti che scaturisce questo blocco.? Avvolte arrivo al punto di pensare di chiudere la relazione ci ho anche provato ma dopo qualche giorno di quiete comincio a cercarla di nuovo dicendo che sto perdendo la persona che amo veramente e che tutto questo è colpa di un disturbo d’ansia, e avvolte penso il contrario,e così che entro in vortice infinito.

  10. Salve Dott., vivo una relazione da un anno e mezzo con un ragazzo, per lo più caratterizzata dalla distanza sin dall’inizio in quanto viviamo in due differenti città. Abbiamo fatto in questo periodo tantissimi sacrifici pur di passare del tempo insieme e sconfiggere i km che ci separavano.
    Puntualmente però ogni tot. di mesi vengo presa da continui dubbi, come quelli da lei citati tipo: ma ne sono davvero innamorata? se non sento la sua mancanza forse è perchè non lo amo davvero oppure se sono tranquilla senza di lui allora forse sono destinata a stare da sola e lasciarlo.
    Ci sono momenti in cui sento un forte sentimento e vivo serena e tranquilla la mia relazione alternati però da questi periodi bui che si ripresentano ogni 3 mesi circa caratterizzati quindi da totale insicurezza.
    Non so come uscirne, ho paura di lasciarlo perchè temo di prendere una scelta sbagliata, ma soffro nel vivere così e nel vedere lui passare sopra con difficoltà ai miei continui dubbi.
    La ringrazio

    1. Da quello che scrive sembra che condivida i suoi dubbi con lui. Se fosse una cosa estemporanea andrebbe bene parlare di queste cose con il partner, ma se si tratta come mi sembra di capire di dubbi che tornano ciclicamente, le suggerirei di provare a non parlarne quando arrivano e di comportarsi come se tutto fosse normale e di vedere se, smettendo di cercare rassicurazioni, i dubbi rientrano da soli.
      In caso contrario le suggerisco di chiedere una consulenza psicologica per valutare le opzioni migliori per risolvere la sua situazione.

      1. È una persona che mi conosce e pertanto conosce anche il momento dei dubbi. Le mie insicurezze sul sentimento nei suoi confronti sono una costante nella nostra relazione, qualcosa dovrà pur significare. Come si fa ad allentare il pensiero quando compaiono?

        1. In realtà in questi casi spesso i dubbi non significano nulla. Ed è il nostro cercare di dargli un significato che ci fa soffrire.
          Proprio per questo le suggerisco di smettere di parlarne per vedere se, smettendo di dare importanza ai pensieri, questi possano allentare la presa.
          Ovviamente non si tratta di una cosa semplice da fare, ma il principio è che se si tratta di dubbi ossessivi, come nel doc da relazione, la soluzione passa attraverso:
          -smettere di parlare del problema
          -smettere di cercare rassicurazioni
          -evitare di rispondere ai dubbi che arrivano
          -evitare di mettersi alla prova in maniera fisica o immaginativa (ad esempio per vedere se si ‘sente’ quello che pensiamo di dover sentire, se ci sentiamo attratti da altre persone e così via)
          queste sono infatti le trappole che invece di risolvere il problema lo hanno creato e lo alimentano.

  11. Salve Dr Iengo,
    Partendo dal presupposto che non ho mai avuto una relazione in vita mia, ho 20 anni e mi sono imbattuta nella mia prima relazione che vorrei diventasse davvero seria 2 mesi fa, solo che da 3 settimane a questa parte ho cominciato a domandarmi se la amo veramente, io sono consapevole al 100% di esserne innamorata quindi questo mi provoca disagio come se ci fossero due me nella mia testa che lottano e mi sento in colpa nei confronti della persona in questione poiché per nulla al mondo potrei ferirla, ho provato a parlarne con amici ma avendo già passato attacchi di panico e ansie mi hanno detto che per una persona come me è del tutto normale provare determinate “paranoie”, non vorrei mai mettere fine a questa relazione ma certe volte questi pensieri che mi faccio mi portano a chiedermi se magari questa relazione è la cosa giusta per me nonostante io a mente lucida sappia perfettamente la risposta, come posso fare?

    1. Salve Federica,
      da quanto mi racconta siamo in una fase iniziale di una prima relazione. Insicurezze e dubbi sono normali, così come un’aspettativa molto alta rispetto a questa prima esperienza.
      Quello che le consiglio di fare è di viversi la relazione smettendo di parlare dei sui dubbi agli amici e anche alla persona in questione.
      Interrompa anche le ricerche su internet che hanno la stessa valenza della ricerca di rassicurazioni: cioè peggiorano la situazione.
      Gli attacchi di panico in alcuni casi possono essere un ‘accessorio’ di un altro disturbo, come ad esempio proprio di un disturbo ossessivo compulsivo, per cui valuterei se magari questa tendenza a farsi troppe domande fino a bloccarsi è presente anche in altri ambiti della sua vita, se ci sono delle compulsioni magari anche fisiche, o se invece è solo legato alla relazione che sta vivendo; nel primo caso potrebbe essere utile quantomeno una consulenza psicologica per valutare la situazione, altrimenti se è legato solo alla relazione attuale probabilmente aspetterei per vedere l’evoluzione della situazione.
      Tenga presente che il modo migliore per far andare male qualcosa è sforzarsi di farla andare bene.
      Andrea Iengo.

  12. Salve dottore. Da 1 anno ho una relazione con un ragazzo, tutto andava per il meglio, entrambi innamoratissimi, davvero la persona della mia vita. Una sera circa 6 mesi fa dal nulla come una doccia fredda, mi viene un dubbio insensato, senza nessun avvenimento mi chiedo “ e se non lo amassi ?”. Da lì i dubbi hanno chiamato altri dubbi, ho iniziato ad avere attacchi d’ansia e di panico, mi è davvero crollato il mondo addosso, ed io non volevo credere a quello che pensavo. L’ansia continua tutt’ora ad esserci, a tratti più forte, mentre in determinati momenti sembra essere andata via, e quando stiamo insieme e sto bene mi sento “ innamoratissimo “ come prima, e solo poco dopo che però i dubbi ritornato. È un circolo che non finisce mai, ed ogni volta che stiamo insieme cerco di captare come un radar le mie emozioni, se sono positive o negative.

    1. Salve Giovanni,
      purtroppo siamo stati sempre bombardati dall’idea che l’amore sia qualcosa al di sopra di ogni dubbio e pensiamo che anche solo il fatto di dubitarne sia la prova del fatto di non essere innamorati.
      Al tempo stesso il fatto di cercare volontariamente di sentire una determinata emozione e capire se sia positiva o negativa viene dall’idea che dentro di noi ci sia una parte ‘autentica’ che sente quello che è vero e una parte che per qualche motivo dovrebbe invece cercare di ingannarci… In realtà nel momento in cui noi stiamo cercando di capire che emozione stiamo provando già siamo all’interno di un ragionamento razionale, dove tutto viene influenzato dai nostri pensieri, dalle nostre convinzioni, dalle nostre esperienze e forse anche dalle nostre emozioni, ma non possiamo distinguere quale di queste cose ha maggior peso.
      La soluzione a tutto questo per poter vivere serenamente è quello di accettare che alcune domande non hanno una risposta.
      Smettere quindi di cercare questa risposta che altrimenti continuerà a perseguitarci, rovinandoci tutte le relazioni che abbiamo ora e che avremo in futuro, in un circolo vizioso dove l’insoddisfazione cresce sempre di più.
      Ricordi che ogni volta che prova a sentire cosa prova per il suo partner sta aumentando la possibilità di sentire proprio quello che non vorrebbe sentire, senza alcuna possibilità di discernere tra un’emozione reale o un’emozione che si è costruita in virtù del fatto che si sta ponendo quella domanda.

  13. Salve dottore. Ho 20 anni,una bellissima famiglia,un trascorso familiare sereno,sono fidanzata. All’età di 14 anni sono venuta a conoscenza della malattia autoimmune di mia mamma(per fortuna tenuta in maniera ottimale sotto controllo). All’inizio ho sofferto ed ero spaventata,ma vedendo il suo stato fisico mi sono tranquillizzata con il tempo. L’ho accettato,anche se mi ci è voluto del tempo. All’età di 16 anni mi sono fidanzata,con un ragazzo splendido. La mattina mi svegliavo con un pensiero felice ed era la presenza del mio ragazzo. Qualsiasi cosa andasse “storta” ero tranquilla all’idea di averlo accanto. Lo scorso anno ho avuto vari episodi di ipocondria,ero convinta di essere malata,nonostante i vari controlli medici mi sentivo in continuo allarme. Ricordo di essermi sentita strana anche il giorno della morte di Nadia Toffa. A dicembre il mio ragazzo parte per un viaggio e ci sentiamo poco e niente. Inizio a stare male,a sentirmi preoccupata. Non avevo paura che mi tradisse,ma che gli capitasse qualcosa. Anche perché doveva prendere l’aereo e io ho una terribile paura di questo mezzo. Ho pensato tra me e me,quando tornerà sará tutto ok. Al suo rientro ho continuato a star male,a sentirmi agitata di continuo. A questo si aggiungeva tachicardia,nodo in gola,paura generale. Sembrava andar meglio quando una mia amica mi racconta di dubbi patologici riguardo la sua relazione. Inizia a descrivere tutti i suoi pensieri,in un primo momento ho ascoltato con distacco. Quasi tra me e me ho pensato “cavolo,menomale che io non ho questo problema”. Dopo qualche giorno ricordo di aver guardato il mio ragazzo e mi sono chiesta “ma lo voglio davvero ?” Lì per lì ho detto “certo,ma che domande!” Con il passare dei giorni però la domanda diventava incessante,quasi un tormento. “Ma sei sicura? Lo vuoi davvero ?” Poi sono passate a delle affermazioni,del tipo “non lo ami. Dovresti raccontargli tutto. Sei una brutta persona,non lo lasci perché non hai coraggio”. Quando stavo con lui però stavo così bene,allora ho deciso di mostrare indifferenza nei confronti di questi pensieri e conseguentemente nei confronti delle sensazioni. Non sono uno psicologo,ma ho capito di dover utilizzare questo atteggiamento perché con lui tutto si placava,senza di lui i dubbi tormentavano. E ho capito di essere molto fragile e vulnerabile. Io so perfettamente che le relazioni,soprattutto a lungo termine ,cambiano nel tempo e l’amore assume vari stati. Ma la presenza di questi pensieri è bruttissima. In questi mesi erano quasi andati via,fino a che pochi giorni fa ho avvertito dell’ansia mentre ero con lui ed è stata la scintilla che ha fatto rifiorire i pensieri. Vorrei sapere se ciò che ho fatto fino ad ora è giusto,vorrei il parere di un esperto. Se possa trattarsi di doc. Qualcosa mi dice che i miei pensieri non sono veri,ecco perché scrivo qui. Io con lui mi diverto,mi tranquillizzo,ridiamo e scherziamo. Mi fido di lui. È un rapporto bello che non voglio rovinare. Inoltre in questi giorni mi è venuta la paura che possano essere presenti sempre questi pensieri e mi impediscano di creare un futuro con lui. A volte mi sento distaccata da lui e ho paura che si sia rotto qualcosa,che questi pensieri mi abbiano allontanato da lui o è una condizione naturale che non accetto. Grazie per l’attenzione,lei nel suo piccolo aiuta tuti noi. Mi firmo così,coraggio. Perché spero di trovarlo e superare tutto questo,credendo e fidandomi di me stessa.

    1. Gentile lettrice,
      innanzitutto la ringrazio per aver condiviso la sua storia, le relazioni sentimentali sono fatte per loro natura di alti e bassi, ma qui è probabile, come giustamente si chiede, che siamo in una situazione un po’ più complicata di una normale preoccupazione sulla propria relazione.
      Ovviamente non è possibile fare una diagnosi da un messaggio, ma la cosa di aver avuto forti preoccupazioni riguardo la sua salute e anche riguardo il fatto che potesse accadergli qualcosa in aereo sono aspetti da non sottovalutare.
      Quello che ha fatto finora è un buon inizio ed è possibile che riesca a tenere sotto controllo il tutto semplicemente continuando in questo modo: cercando di non rispondere alle domande che arrivano di volta in volta.
      Attenzione anche a non soffermarsi sulle sensazioni che prova o non prova come se fossero la risposta definitiva al problema, anche quelle sensazioni infatti rischiano di essere modificate dal fatto stesso di sforzarci di sentirle.
      La cosa da tenere sotto controllo è la tendenza a voler controllare i propri pensieri, come se questi fossero la “verità” assoluta.
      Infatti è assolutamente normale avere dei pensieri non coerenti con le nostre credenze o con i nostri desideri. La mente pensa continuamente, non dobbiamo dare peso ad ogni suo prodotto.
      Per cui le auguro di avere il coraggio di lasciare lì quelle domande, senza la pretesa di poter trovare una risposta definitiva.

  14. Salve, anche io mi rivedo in molte storie fin qui raccontate. Ho un rapporto con una persona, che però è impegnata, da due anni. Lui è meraviglioso. Ovviamente ci vediamo poco perché non può. Ogni tanto ci sono rimasta male e non nascondo che a volte la cosa mi faceva soffrire però sono sempre stata consapevole della situazione anzi essendo io un’amante della libertà ho anche apprezzato il rapporto che avevo. Dico avevo perché da un mese e mezzo ho chiuso per via del mio disturbo. Una sera siamo stati insieme a abbiamo solo parlato senza fare altro. Torno a casa contenta e felice , sicura della profondità del mio rapporto con lui. Dal giorno dopo un incubo. Improvvisamente mi sono sorti dubbi del tipo: forse non mi piace più! Da allora è andato tutto peggiorando nella mia testa. Non vivo più. Ho pensato che chiudere e tagliare il rapporto fosse la strada per liberarmi di tutto invece ho un continuo malessere. Ci penso e se anche mi distraggo appena mi viene in mente lui anche senza farmi domande sto male. Premetto che mi è successo la stessa cosa lo scorso anno sempre con lui, ma è passata in una settimana. Ora non capisco perché non passa. C è da dire che io sono in cura da quando ero piccola. Sono anche la persona che deve fare dei rituali per non fare accadere un evento da me tenuto. Però mentre questo ossessioni non mi danno alcun fastidio. Questo è diventato un incubo. A volte penso che non sono in grado di stare con nessuno e che effettivamente non mi piace piu. Ma non mi capacito del perché è sorta in me improvvisamente questa idea. Cioè il giorno dopo che ero stata benissimo.

    1. Salve Teresa,
      da quello che racconta sembra che ci siano una serie di rituali di tipo preventivo, in situazioni del genere, anche se magari può sembrare che il rituale sia ‘innocuo’ va affrontato insieme a tutto il resto, per evitare che poi il problema torni a ripresentarsi dopo qualche tempo.
      Anche le altre domande che si (e mi) pone rientrano in un quadro di dubbio ossessivo che può manifestarsi in vari modi, tra cui proprio il doc da relazione.
      L’insorgenza improvvisa in realtà non è così improvvisa, proprio perchè come dice, sono presenti da anni diversi altri tipi di rituali, quello che cambia è il contenuto, che ci fa perdere d’occhio la forma del disturbo.
      Detto questo ricordiamo che la relazione con un uomo impegnato non è esattamente una cosa molto semplice da gestire e che può complicare ulteriormente le cose.
      Grazie per aver condiviso la sua storia, Andrea Iengo.

  15. Buongiorno Dottore. Da un anno vivo una relazione con un ragazzo, il mio migliore amico da 12 anni. Due anni fa circa è nato tutto, nonostante non avessi ancora chiuso del tutto una storia turbolenta di 4 anni, e grazie a lui, sono riuscita a riappropriarmi di nuovo della felicità che non avevo da tempo. Inizio a vivere questa storia bellissima, mi sento al settimo cielo; mi sento finalmente completa e appagata. Ho iniziato a fantasticare su una convivenza, un figlio tutto nostro e un matrimonio, con la voglia di trasferirmi molto presto da lui. Poi arriva il lockdown e, purtoppo, dobbiamo restare lontani per due mesi. Verso aprile, di punto in bianco, inizio ad essere assalita da un dubbio: “ma il mio è vero amore? Lo amo davvero? Lui mi ama in maniera spropositata ma il mio amore non è forte come il suo”. Ho iniziato ad avere attacchi di panico, non dormivo la notte, piangevo sempre, anche per il pensiero di perderlo e dimagrivo a vista a d’occhio. Ne parlo con lui per avere una rassicurazione sul fatto che lo amassi e lui mi “rassicura” dicendo che gli ho sempre dimostrato tantissimo e che sente che io lo amo. Ne parlo poi con la mia migliore amica e mia cugina che, invece, pensano che io non sia innamorata. Questo mi fa sprofondare in un vero e proprio baratro con l’ansia alle stelle. Inizio, cosi, ad avere dubbi anche sul fatto che, probabilmente, non mi attraesse più fisicamente. Inizio a vivere momenti bui e non riesco più a dirgli ti amo. Lui, non riesce più a comprendermi e pensa che bisogna solo vederci per poter arrivare a delle conclusioni. Dopo il lockdown, piano piano le cose ritornano alla normalità e io inizio a stare meglio. I dubbi sembrano sparire, ma poi ritornano di nuovo. Cosi riparlo con lui che non riesce più a comprendermi, ma parlando con lui io sto meglio. La mia ansia, il mio sentirmi in colpa per paura di non amarlo, tornano sempre ma non ne posso più parlare con lui, perché non la prende bene, e questo mi fa stare sempre male. Quando sono con lui sto molto meglio, ma ho sempre ansia che non mi porta ad essere serena come una volta. Allo stesso modo io, se penso, di perderlo sto malissimo e scoppio in lacrime. Penso ancora al nostro futuro insieme, penso a lui come il futuro padre dei miei figli e, anzi, penso che un domani, quando vivremo la nostra vita insieme, tutto questo possa finire, alternando poi momenti in cui penso che, invece, ciò possa alimentare ancora più dubbi e che possa far soffrire il mio ragazzo. Inoltre cerco sempre di capire cosa provo quando sono in sua presenza, se provo ancora le farfalle nello stomaco, che ora vengono a tratti, o se mi piace fisicamente, in particolare se, ad esempio, con la barba più folta mi piace di meno. Cosi, penso allo stesso tempo, che non dovrei avere questi pensieri perché dovrebbe piacermi in ogni modo. A volte,poi, cerco la nostra intimità, anche per cercare di far passare l’ansia, e per un po’ riesco nell’intento, mentre a volte, non ho molta voglia di avere dei rapporti intimi, ma cerco di non farglielo capire e di nascondere tutto. Facendo ricerche su internet già nel periodo del lockdown, non essendo a conoscenza del doc da relazione, mi sono ritrovata molto in questa patologia e premetto che anche nella mia relazione passata vivevo nel dubbio di amare il mio ex, anche se lì era lui stesso che sosteneva di non amarlo abbastanza perché non facevo specifiche cose che lui mi imponeva di fare e, quindi, era anche lui che mi influenzava a pensare. Però forse io vivo, generalmente questo problema quando mi innamoro, non so. Premetto anche che, non so se c’entra qualcosa, qualora fosse davvero un mio disturbo mentale, ho avuto problemi riguardo alla paura di morire da un giorno all’altro, di aver paura che morissero i miei cari. Mia madre, poi, vive da anni, un disturbo ossessivo compulsivo che la porta ad avere una mania per la pulizia e la disinfezione e questo lo trasmesso anche a me, e con il covid si è fatto più intenso. Quindi, forse in maniera, più leggera, anche io ho questa foga di dover disinfettare sempre. Mi scuso per il lungo messaggio ma spero che possa un po’ capire la mia situazione.

    1. Salve Giulia,
      i sintomi che riporta, ansia e attacchi di panico, sono compatibili con il doc da relazione, così come la paura di perdere il proprio partner, magari proprio a causa di questo problema.I dubbi purtroppo si nutrono del nostro tentativo di trovare delle risposte definitive a queste specifiche domande. Quello che avviene è che più ci sforziamo di capire se davvero amiamo una persona o se davvero ci attrae fisicamente, tanto più aumenterà la nostra incertezza e al tempo stesso aumenterà anche la paura.
      Il DOC spesso colpisce contemporaneamente diversi aspetti, per cui è frequente vedere un DOC da relazione associato con altre forme di DOC, anche perchè di fatto cambia semplicemente il contenuto delle ossessioni, ma il disturbo resta sempre lo stesso.
      Per sua natura il DOC ha un andamento altalenante, per cui ci troviamo spesso in situazioni in cui si alternano momenti buoni a momenti di forte ansia e difficoltà, purtroppo è fisiologico.
      Il pensare al futuro in questo momento storico può essere molto destabilizzante, a prescindere dall’eventuale DOC da relazione: siamo infatti in una situazione di altissima instabilità e ogni tentativo di programmare un futuro, anche da qui a pochi mesi, si scontra con le condizioni socio sanitarie che stiamo vivendo.
      Ha mai pensato di iniziare un percorso per affrontare questa sua difficoltà?
      Buona serata, Andrea Iengo.

  16. Non so se soffro di doc da relazione o no ma sono giorni che soffro.
    È passato circa un mese da quando da un giorno all’altro la mia mente si è inondata di pensieri riguardanti il mio ragazzo.
    Convivo con lui da 2 anni e io sono giovanissima.
    I primi giorni di dubbi erano intensi di pianti, ansia e attacchi di panico ma non solo su quel tipo di doc ma anche su altri tipi… Ora è circa una settimana che non ho più attacchi forti d’ansia… Ma dentro di me solo tristezza e preoccupazione.
    Quelle paura che prima mi spaventavano e basta adesso sembrano essere impresse sulla pelle e sentire che quella di lasciarlo è sentire che non è più la vita che voglio fare sembra così tutti vero, poi però quando sto bene voglio lui, in questo mese non mi sono mai voluta allontanare!
    Sono stata malissimo… Ora vive In me questo dubbio che non se ne va in nessun modo non mi permette di svolgere la mia vita normale e ovviamente sentimentale.
    Quando le cose sembrano andare bene comunque io ho un senso di “dissociazione” verso di lui, che non vorrei provare perché vorrei solo star è bene… Poi 2 secondi dopo mi chiedo “e se non lo volessi”? Sto aspettando di andare in terapia… La mia paura è scoprire che è solo il fatto che non riesco a staccarmi e che io non lo ami più.
    Ho paura.
    Non so più quello che voglio. Nonostante non ho ansia io continuo a soffrire di fronte a questi pensieri e dubbi che si presentano ogni ora della mia vita. All’inizio ci sono stati 2 giorni di pace assoluta dove tutto sembrava come prima… Adesso no.. Adesso sembra che le paure che avevo prima si siano avverate

    1. Gentile Adel,
      mi permetto di darti del tu avendo detto di essere giovanissima.

      La sintomatologia che descrivi, così come un po’ tutta la storia che hai raccontato, è compatibile con un doc da relazione, attezione, questo non vuol dire che tu abbia questo disturbo, ma solo che non è possibile escluderlo da queste tue righe.

      Nello specifico è significativo che tu abbia avuto attacchi di panico, che molto spesso sono associati (e confusi) con un doc di qualsiasi tipo esso sia, e anche l’aver avuto dubbi ossessivi su altre tematiche è un indicatore che fa pendere il piatto della bilancia in questa direzione.

      Le tue domande sono quelle tipiche di una situazione del genere, così come i pensieri che hai condiviso qui.

      Anche l’andamento altalenante, cioè il fatto di avere dei giorni in cui ti sembra essere libera dal problema per poi tornarci il giorno successivo, è tipico di un DOC.

      Dato che mi sembra di capire che hai già deciso di andare in terapia non ho bisogno di dirti che quella è la soluzione migliore. Voglio solo darti un consiglio, che dò a tutti coloro che intraprendono un percorso terapeutico (anche con me): datti un tempo per valutare se quella che hai scelto è la persona adatta ad aiutarti.

      Non dare per scontato che tutti i terapeuti siano uguali (anzi) e nella malaugurata circostanza in cui dovessi vedere che non riesci ad avere dei risultati dopo un tempo ragionevole (io generalmente dò un limite di 10 sedute per vedere dei risultati) non aver paura di cambiare. Così come non devi avere paura di chiedere delle informazioni che è tuo diritto sapere, come appunto una stima dei tempi necessari per la tua situazione.

      Ti ringrazio per aver condiviso la tua storia e ti auguro di riuscire ad uscire da questa situazione nel modo migliore possibile, Andrea Iengo.

  17. Io ho 21 anni.Ho sofferto un pò d’ansia in passato ma ormai da 2 anni era scomparsa. Ultimamente si è ripresentata con la quarantena senza motivo o forse per lo stress ma la gestisco meglio rispetto alla prima volta.
    Sono fidanzato da 2 anni e la mia ragazza di 18 anni,siccome non vive vicino a me, la vedo pochissimo. Ora si trova nel mio paese per le feste natalizie. Ho notato e non mi è mai capitato che quando penso a noi mi sale un po d’ansia perchè inizio a pensare, non la amo più? oppure, quello che sento è vero amore o no?. Quando poi sto con lei, sto benissimo, facciamo tutto, ridiamo scherziamo e tutte le cose che fanno le coppie e non ci penso neanche. C’è da aggiungere che quando lei non è qui, non ho il desiderio di altre ragazze. Io sono anche una persona che vede sempre il lato negativo delle cose e sono molto dubbioso.
    Secondo lei può essere stress da quarantena o altro?
    Grazie in anticipo e buone feste

    1. Ciao Alfredo
      la situazione che descrivi è piuttosto generica, dici di aver sofferto d’ansia, ma spesso definiamo ‘ansia’ tante cose differenti. Le domande che ti poni, così come le varie eccezioni, potrebbero essere compatibili con un doc, ma potrebbero anche essere domande ‘naturali’.
      Certo, da quello che scrivi devi esserti posto davvero tante domande: la amo o non la amo? provo attrazione per altre ragazze? quello che sento è davvero amore o no? Oltre alle domande che devi aver fatto finora a google e con le quali sei arrivato su questo mio blog.
      Mi dici di essere molto dubbioso, cosa intendi esattamente? In quali ambiti ti poni dei dubbi? Mi faresti qualche esempio?
      Buone feste, Andrea.

  18. Buongiorno Dottore.
    Prima di tutto La ringrazio per l’articolo che ha scritto e mi ha aiutato molto.
    Le scrivo perché da un anno sto con un ragazzo meraviglioso, che mi ama e si prende cura di me. Non potrei desiderare di meglio. Tuttavia i miei dubbi mi distruggono sempre: e se non lo amassi abbastanza? Cosa significa davvero amare? È lui l’amore della mia vita? Questi dubbi dureranno per sempre? Se ignorassi questi dubbi se ne andrebbero?
    Vorrei soltanto sapere se, dalla sua esperienza, questi dubbi prima o poi se ne andranno e se anche con il doc da relazione e quindi questi dubbi che offuscano la realtà si ama davvero il proprio partner. Spero mi risponderà, grazie 🥰

    1. Buongiorno Véronique,
      bisogna far distinzione tra i dubbi ‘sani’ e i dubbi patologici.
      Questa distinzione si fa non tanto sul contenuto del dubbio, ma sulla sua forma.
      Mi spiego meglio: posso chiedermi se amo o meno il mio partner sia in maniera sana, sia in maniera patologica.
      La differenza allora dov’è?
      La differenza è nel fatto che la domanda patologica mi mette in uno stato di profondo disagio costringendomi a continue rimuginazioni mentali e/o messe alla prova.
      Per cui per rispondere alla domanda: i dubbi dureranno per sempre? Il dubbio sano potrebbe durare per sempre, perchè in quanto esseri umani siamo portati a dubitare, ed è una cosa sana che ci aiuta a migliorare sempre. I dubbi patologici invece, se opportunamente trattati, vanno via del tutto in una buona percentuale di casi.
      Alla seconda domanda “anche con i dubbi amo davvero il mio partner?! invece semplicemente non è possibile rispondere, anche perchè la risposta non farebbe altro che alimentare i dubbi stessi. In una condizione di dubbio patologico non siamo in grado di vedere in modo chiaro l’oggetto del dubbio, per cui questa è una domanda da rimandare a quando l’aspetto patologico del dubbio sarà passato.

  19. Ho chiuso la mia relazione passata per dei pensieri che costantemente si presentavano nella mia testa legati al mio passato e ciò non ha fatto altro che rendere la storia tossica, piena di tira e molla, gelosia ossessiva e possessività da parte dell’altra persona. A causa di questo mio “problema” non riuscì, negli anni a venire, a relazionarmi con altre persone, chiusa quella relazione mi convinsi, grazie anche all’aiuto del mio ex, a non essere fatta per delle relazioni e di avere un problema, lui stanco di tutto ciò decise di abbandonarmi in questo periodo buio. Dopo anni tornò nei suoi passi chiedendomi di riprovarci ma avevo ben chiaro in testa di non voler avere più a che fare con quella persona come mio ragazzo, perché in sua assenza imparai a conoscermi e capire di che tipo di persona ho bisogno al mio fianco, una persona che mi sapesse prendere e non abbandonarmi nei momenti di difficoltà, ritornare con lui significava rivivere tutto quello, inoltre quando stavo con lui cercavo di cambiarlo perché non mi bastava, avevo bisogno di altro. Dopo anni mi buttai in un’altra storia, con un po’ di paura, ma volevo mettermi in gioco perché sono consapevole di saper amare, l’ho fatto solo con il mio attuale ragazzo perché ho capito che valeva la pena provarci, con lui mi sento come non sono mai stata prima, è il rapporto che sognavo di avere da sempre, dove non è solo il mio ragazzo ma anche il mio migliore amico, mi sono fidata fin da subito di lui, raccontandogli anche le cose più intime mai dette al mio ex ragazzo, questo perché sento che con il mio attuale compagno c’è chimica, complicità e non mi vergogno di mostrarmi per quella che sono. La nostra è una storia piena di difficoltà, ci vediamo poco a causa del lavoro, però nonostante questo ci sentiamo costantemente passando molte ore al telefono a parlare del più e del meno. Da quando sognai il mio ex ragazzo più volte in una settimana mi incominciarono a tornare i pensieri, dubbi o domande a cui non sapevo dare una risposta. Nel momento in cui mi incontravo o parlavo al telefono con il mio ragazzo questi dubbi scomparivano… adesso invece sembra che non riesca ad eliminarli dalla mia testa, penso al mio ragazzo e subito dopo mi dico no devi pensare all’ex, leggo una frase sul futuro e penso di immaginarla con il mio ex se fosse andata diversamente, sto con il mio ragazzo e mi ritornano in testa flashback con il mio ex e se questi flashback non esistono me li invento pur di pensarci… tutto ciò mi sta facendo vivere male momenti che voglio godermi al 100% con la persona con cui sto ora, voglio capire da cosa derivano, nonostante questi pensieri non ci siamo mai lasciati, mi è sempre stato accanto facendomi sfogare e capendomi sempre anche se so che questo lo fa stare male, vorrei dargli il mio 100% ma vivo costantemente con l’ansia di non riuscire ad andare avanti e che forse sono proprio io che non riesco ad accettare il fatto di provare ancora qualcosa per il mio ex e volerlo nel mio futuro, ma non sento tutto ciò dentro di me, ho la paura di perdere il mio ragazzo… mi sento confusa e non riesco a concentrarmi in altro. Da cosa può derivare tutto ciò? Ho letto alcuni articoli sul Doc e penso che il motivo principale per la quale io abbia chiuso la relazione passata sia dovuto a questo.. adesso sento di riviverlo e che il passato (pensando fosse un capitolo ormai chiuso della mia vita) non tornasse più ma non è così. Perché ho questi pensieri continui? Può il Doc presentarsi sotto forma di pensieri di frammenti di una persona passata, in qualsiasi momento o se penso o guardo il mio ragazzo, che mette in dubbio i miei reali sentimenti per il mio attuale compagno?

    1. Ciao Ilary,
      nel tuo racconto ci sono tante cose che mi fanno pensare al fatto che potrebbe effettivamente trattarsi di doc o comunque di un problema nell’area ossessiva.
      Sia il tentativo di rispondere a domande che non hanno una risposta, sia il fatto che ci siano delle immagini che ti ‘tormentano’ senza che sia in grado di scacciarle e che queste due cose ti mettano in uno stato di profondo disagio sono compatibili con un doc.
      Ti suggerisco di rivolgerti a qualcuno che possa aiutarti e che sia davvero competente in questo ambito, perchè purtroppo capita che venga scambiato per altro e in quel caso rischia di peggiorare ulteriormente la situazione.
      Grazie per aver condiviso la tua storia.

  20. Volevo farle una domanda, ho tutti i pensieri domande su domande iniziato dal momento più bello della relazione, primi pensieri sulle mie ex poi la amo non la amo solite domande fino a pensare di lasciare la mia ragazza ( non l’ho fatto), ora ho un blocco d ansia e la mia paura è quella che quando sono con lei non provo emozioni non sto bene, domande su domande quando non ci penso sto bene quando torna il pensiero lì ricomprare , ovviamente il mio sogno più grande è che ritorni alla normalità è tornare ad amarla come prima, visto che mi ha fatto perdere L emozioni e quando la
    Guardo ho paura sembra di non guardarla come prima, la mia domanda è una volta usciti dal doc ritornerà come prima ? L’amore di prima si stabilizzerà tutto ? Io a lei dico una volta finito tutto saremo più felici
    Grazie

    1. Ciao Luca,
      questa è una paura molto comune, bisogna chiarire che il doc (e i suoi dubbi) e l’amore non c’entrano nulla. O meglio, il doc ci fa mettere in dubbio il sentimento e le sensazioni che proviamo, ma sono due cose che viaggiano a livelli separati. Per cui alla domanda se le cose torneranno come prima, io mi augurerei che tornassero meglio di prima perché probabilmente già precedentemente il doc era presente in qualche maniera a dare fastidio.

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