Ossessioni d’amore: doc da relazione, come liberarsene

Dr Andrea Iengo

psicologo psicoterapeuta
Portici, via Libertà 166

389 20 40 306

psi@andreaiengo.it

Ossessioni d’amore o doc da relazione?

ossessioni d'amore terapia breve strategica Le ossessioni d’amore sono una delle più frequenti cause di sofferenza sia per gli uomini che per le donne. Avicenna più di mille anni fa diceva: “L’amore è un pensiero assiduo, di natura melanconica, che nasce a causa del pensare e ripensare le fattezze, i gesti, i costumi di una donna; esso non nasce come malattia, ma diviene malattia quando, non essendo soddisfatto, diventa pensiero ossessivo.” ecco quindi fondersi il normale slancio amoroso con il disturbo, qualcosa che rende anche molto difficile capire quando effettivamente c’è bisogno di rivolgersi ad un professionista o quando invece la situazione è del tutto normale.

Quando chiedere aiuto per un’ossessione d’amore?

Innanzitutto quando il pensiero ossessivo diventa invalidante: quando cioè non si riesce più a svolgere le proprie normali attività quotidiane a causa del pensiero. Ci sono casi in cui ad esempio il pensiero è così invasivo che non si riesce più a lavorare, non si esce più con gli amici, non si riesce più a mangiare e così via, in questi casi è consigliabile richiedere l’aiuto di un esperto al più presto.

Disturbo ossessivo compulsivo da relazione o DOC da relazione

Si parla di doc da relazione o disturbo ossessivo compulsivo da relazione una particolare forma di dubbio patologico incentrato sulla relazione di coppia.

Quali sono i sintomi del doc da relazione?

i sintomi tipici sono un continuo rimuginare sulla propria relazione, chiedendosi se effettivamente si ama o meno il proprio partner “lo amo o non lo amo?” a cui proviamo a dare una risposta che però non riusciamo mai a trovare, anzi, ogni volta che troviamo una risposta parte una nuova domanda. Questo è un esempio di quello che pensa chi ha un doc da relazione: “lo amo o non lo amo? sì lo amo. Ma se lo amo perchè mi sto chiedendo se lo amo o meno? Se lo amassi davvero dovrei saperlo senza farmi alcuna domanda. Quindi non lo amo. Ma se non lo amo perchè continuo a stare con lui e l’idea di lasciarlo mi fa stare male? Forse gli sto mentendo. Allora lo lascio. Ma se lo lascio e poi in realtà mi accorgo di amarlo lo avro perso per sempre!…” e così via in un meccanismo che non ha mai fine di domande e risposte, di dubbi sull’amore. Ovviamente un meccanismo del genere porta dei sintomi notevoli, tutto sommato tipici dei disturbi ossessivi (per maggiori info: www.terapiabrevenapoli.it/ossessioni) come ad esempio: incapacità di concentrarsi ansia costante confusione mentale attacchi di panico ansia da relazione di coppia fin qui abbiamo parlato di un “amore ossessivo” inteso come dubbi ossessivi sulla relazione d’amore. Ma ci sono anche altre varianti.

Ossessione d’amore per una persona (che non ricambia)

L’amore non ricambiato è uno dei più grandi drammi dell’esistenza umana, ma talvolta questa cosa non riesce ad essere superata e ci si trova ad essere letteralmente ossessionati dall’idea di qualcuno che però non ha alcuna intenzione di averci come partner. Questo è il tipo di ossessione che più spesso ha ripercussioni in altri ambiti della vita. Se l’ossessione diventa ossessione compulsiva, è possibile che si mettano in atto alcuni comportamenti anche in violazione della legge. Pensa a chi ad esempio chiama insistentemente la persona amata al telefono anche decine di volte in un giorno, oppure a chi effettua dei veri e propri pedinamenti. In questi comportamenti spesso l’aspetto psicologico viene messo in secondo piano dalle conseguenze legali.

Amore morboso

quando si parla di amore morboso si intende solitamente una relazione particolarmente “asfissiante” a causa della gelosia patologica di uno (o entrambi) dei due partner. La paura di poter essere traditi spingi alcune persone a dei comportamenti che sono tutt’altro che piacevoli per l’altro partner: controllare gli spostamenti, controllare il cellulare, controllare facebook e instagram e così via. Azioni che a lungo andare comportano la realizzazione di ciò che più si teme: si spinge letteralmente l’altra persona nelle braccia di chiunque si comporti in modo più ragionevole.

Come liberarsi dalle ossessioni amorose?

Come fare quando l’amore diventa un’ossessione?

qui ci occupiamo del caso in cui ci troviamo davanti all’ansia da relazione di coppia oppure ai dubbi ossessivi sulla relazione, in questo caso se il meccanismo è quello descritto precedentemente, cioè farsi domande che di fatto non hanno una risposta, allora, per quanto arduo, si troverà giovamente interrompendo questo circolo vizioso. Bisogna cioè smettere di rispondere alle domande che l’ossessione ci spinge a voler risolvere. Talvolta queso dubbio si sposta anche a livello comportamentale, in alcuni casi si arriva a tradire il proprio partner per essere sicuri che non si ama in realtà un’altra persona, ma ovviamente anche quella prova non sarà sufficiente a dipanare il dubbio, destabilizzando ulteriormente sia la coppia che la persona che cercava una rassicurazione. Allo stesso modo si può mettere alla prova la propria attrazione sessuale verso il proprio partner, come conferma, o verso qualcun altro, come disconferma, con l’effetto paradossale di creare repuslione dove si vuole provare attrazione e attrazione dove si vuole provare repulsione. Il suggerimento in questo caso è quello di interrompere ogni tentativo di verificare empiricamente ciò che il dubbio esige.

Chiedi aiuto a un professionista

Se tutto questo non è sufficiente a guarire dalle tue ossessioni d’amore allora è il momento di chiedere aiuto a un professionista, se vuoi sapere come posso aiutarti visita la pagina psicologo Portici oppure contattami al 3892040306.  

Dr Andrea Iengo

psicologo psicoterapeuta
Portici, via Libertà 166

389 20 40 306

psi@andreaiengo.it

50 risposte a “Ossessioni d’amore: doc da relazione, come liberarsene”

  1. Ciao sto con il mio moroso da circa tre anni, l ho sempre stimato, mi è sempre piaciuto, mi fa ridere e tutto l ho sempr amato e ne sono certa
    Però non dico Dall inizio però da metà relazione mi chiedevo ma lo amo davvero che le farfalle allo stomaco non le sento, allora mi domando sempre il perché e mi dico sempre ch voglio sentire più emozioni da quando ho queste domande non mi godo più lui all inizio si mi ddicvo io lo amo sono felicissima sono solo fisse, perché io sono molto paranoica anche con altri morosi lo ero.
    Però sono arrivata un punto di stanchezza come se mi fossi stancata di lui
    Cioè non ce la faccio più a sopportare questo peso
    Voglio vivermelo al meglio
    Ma ora mi sono pure stancata, piango tutti i giorni, seconfo lei è meglio lasciarlo e pensare per poi rimettere a posto le Cos o vederlo di meno per migliorare le cose

    1. Questo meccanismo è piuttosto diffuso e purtroppo è un vero e proprio circolo vizioso. C’è la credenza che in una relazione si debbano provare sempre le stesse sensazioni tipiche della prima fase di innamoramento. Queste sensazioni sono per loro natura temporanee e nulla hanno a che fare con i sentimenti. Misurare quindi i propri sentimenti in base alla presenza o meno delle farfalle nello stomaco, del batticuore e così via è sbagliato. Pensi di mangiare una cosa che le piace e sentire batticuore, farfalle nello stomaco, un po’ di vertigini… penserebbe che quel cibo le fa bene o che magari dovrebbe smettere di mangiarlo? Da qualche parte nell’immaginario romantico qualcuno ha pensato che invece questi fossero segnali positivi. I sentimenti non si possono misurare e l’unico modo per essere certi dei propri sentimenti è smettere di chiedersi se davvero amiamo qualcuno oppure no.

  2. Buonasera Dott.

    Premetto che quattro anni fà ho avuto una relazione di tre anni, “il primo amore” quella storia mi ha particolarmente turbato, sono stato tradito e in contemporanea ho perso andhe il mio papà, da li è stato difficile stare bene, riacquisire quella sicurezza che magari prima potevo avere di me stesso…In questi ultimi quattro anni, nn ho piu voluto sapere nnt dell’amore, avevo repulso verso gli uomini e i sentimenti stessi. Ho cercato semplicemente di vivermi la spensieratezza della mia età. Attualmente ho 27 anni, tre mesi fà incontro un ragazzo, doveva essere il solito caffè, anche perchè lui ha 21 anni, quindi per me era inaccettabile potesse nascere qualcosa, di solito mi sono rapportato sempre a persone più mature. E invece sfocia in una frequentazione… E cosi mi chiedevo cosa non andasse in me, tra varie ricerche sul web. Mi è saltato all’occhio l’articolo “Doc da relazione” mi rispecchio in ogni sua forma e descrizione. Sono assurdi i dubbi che risiedono in me, le ansie, le paure e le paranoie!
    Io lo so che lui mi vuole bene, e so che fondamentalmente gliene voglio anche io… Peró in continuazione sto a segarmi la mente “forse non ci tengo quanto lui tiene a me” “no forse ci tengo ma mi sta troppo addosso” “ no ma perchè ora non mi sta pensando” “secondo me mi tradisce” “ no ma è troppo piccolo” “ha esigenze diverse dalle mie” “fisicamente non mi piace” “ma quanto è carino” mi capisce dotto.re? Mi sto seriamente preoccupando, anche perchè finisco per non stare bene io e non far stare bene Lui, e cosi lo lascio, poi lo cerco, poi metto in dubbio, poi lo rilascio, poi me lo ripiglio. Cioé mi aiuti lei.

    Cordialmente
    Emanuele

    1. Salve, situazioni del genere sono all’ordine del giorno, tante coppie che pensano di avere un problema di coppia finiscono poi per scoprire che in realtà si trattava di un disturbo ossessivo. In questi casi è indicativo il numero di dubbi e di domande, ma avere dubbi non è sempre indice di un disturbo. La situazione diventa significativa quando non possiamo fare a meno di rispondere -praticamente tutto il giorno- a queste domande, creando una sorta di flusso di coscienza continuo in cui si alternano domande e risposte senza fine oppure continue messe alla prova anche fisiche, alla ricerca della sensazione ‘giusta’ che ci dica che è tutto a posto. Problemi del genere di solito non sono, nella storia della persona, limitate solo ad un ambito, ma è probabile che in passato siano stati accompagnati da dubbi su altre cose o da comportamenti compulsivi (rituali). Qualora si ritrovasse in una situazione del genere non posso che ribadirle quanto detto nell’articolo: smettere di cercare di rispondere alle domande e smettere di mettersi alla prova, lasciando che le cose vadano come devono andare. Un altro errore che tipicamente si fa in queste circostanze è parlarne continuamente con il partner o cercare di risolvere la situazione con lui. In questi casi ciò che accade è solitamente un incremento del disagio legato alla relazione stessa.

  3. Buongiorno egregio dottore. Ho 40 anni e praticamente da quando ne ho 29 soffro di questo disturbo, ho sempre lasciato ogni qualvolta la relazione si faceva più seria, il mio era un vero e prorpio fuggire. Per poi accorgermi di quanto quella persona era importante per me. Per timore di tornare a fallire ho evitato storie per molti anni, poi ho conosciuto il mio attuale compagno, poco più giovane, molto attraente, ma timido e riservato, è scattata una fortissima attrazione sfociata in amore, abbiamo convissuto dopo appena 3 mesi. Da quel momento in poi ho cominciato ad aver i primi disturbi, poi abbiamo deciso di comprare casa. Ebbene, ora lui vive in quella casa magnifica da solo. IO presa da un panico incredibile son fuggita. Ora ci sentiamo 1 volta a settimana per contenere la mia angoscia, e lui, innamorato e sempre comprensivo, cerca di darmi tempo e non mettermi fretta, infatti non mi assilla ma nella mia mente anche uno suo unico messaggio mi manda ai matti, facendo scattare nuovamente tutte le ansie. In passato ho seguito percorsi psicologici ma senza mai trovare il bandolo della questione. Ho letto moltissimi libri ma idem, vedo che passano gli anni ma i sintomi persistono e in questo caso specifico (prima volta che acquisto casa assieme e parlo di matrimonio) sono tornati più forti che mai. […] Anche se ho un compagno empatico e dolcissimo. Grazie infinite e mi perdoni se son stata troppo prolissa.
    Marina

    1. Salve, in una relazione sentimentale ci sono ben poche certezze e finchè non siamo in grado di accettare questo fatto e ci sforziamo invece di trovare delle sicurezze ‘oggettive’ finiremo nuovamente per aver paura di aver fatto la scelta sbagliata.
      Non so che tipo di lavori psicologici abbia fatto fino a questo momento, ma in alcuni casi capita che si possa confondere un problema di questo tipo con un problema sentimentale, d’altronde quasi sempre anche chi ne soffre commette questo errore.
      Ed è probabile che sia stato questo il motivo per cui è sempre riuscita a tamponare, ma poi ad un certo punto perde il controllo della situazione: perchè si concentra sul contenuto specifico invece di lavorare sul meccanismo che ne è alla base.

  4. Buongiorno
    Ho avuto il doc da relazione a 20 anni, poi superato e poi riapparso a 48 in prossimità della menopausa poi ho iniziato una psicoterapia analitica di lunga durata e ci ho convissuto col disturbo per un po’ di anni , cioè mi ha fatto soffrire ma ma mai invalidato notevolmente, poi superato per 4/5 anni completamente e da un paio d’anni e apparso sotto forma di idea ossessiva verso mio figlio… assurdamente mi chiedo se amo mio figlio… ci convivo nel senso che a volte appare e molto spesso per fortuna vivo nella libertà di pensiero … ho fatto le mie elaborazioni… ecc … mi conosco abbastanza… Mi piacerebbe fare un percorso di rinforzo

    1. Il doc da relazione rientra nella categoria dei dubbi ossessivi (a seconda degli autori si chiama in modo diverso, ad esempio in Terapia Breve Strategica si chiama dubbio patologico) per cui il fatto che negli anni sia cambiato il contenuto di questi dubbi è assolutamente normale.Il dubbio infatti può ricadere sui più svariati ambiti e spostarsi anche con facilità da un argomento all’altro. La difficoltà nel combattere questo disturbo consiste nel non prestare attenzione al contenuto del pensiero, ma alla forma del pensiero, è quella, infatti, ad essere patologica e a causare disagio. Mi contatti per valutare le strategie più idonee alla sua situazione.

  5. Gentile Dottore, ho 42 anni e da quando sono bambina ricordo periodi felici a periodi di angoscia, panico, con pensieri sulle malattie, sulla eventuale morte dei miei cari, senso di colpa se ricevevo un regalo costoso, cose che cercavo di esorcizzare pregando, restando sveglia la notte. Preciso che mio papà ha avuto problemi di salute abbastanza gravi quando ero bambina, e tutta la vita l’ho visto prendere lexotan per calmare la paura di ammalarsi nuovamente. Ho sempre avuto paura se mia mamma si allontanava, o che mio papà non tornasse dal lavoro, mi infastidivano le vacanze, i viaggi anche brevi lontani da casa e li vivevo con stati depressivi. Apparentemente pero ho avuto uno sviluppo sereno, sempre brava a scuola, diligente, legata alla mia sorellina più piccola che a differenza mia sembrava solare, socievole, serena. A nove anni, nasce un fratellino, prematuro, viene a casa dopo un mese, lo sento piangere e mi viene il terrore… Che possa morire, non vorrei più stare in casa con lui, ho il panico. Di notte lui piange e io vorrei morire, mi attappo le orecchie. Mio padre ipocondriaco e forse anche io, mia madre una donne forte, sbrigativa, presente, protettiva, ma mai tenera, fisica… Una famiglia unita, una bella casa, sempre perfetta, pulita, curata. A dieci anni mi regalano un cucciolo, tanto desiderato e me lo fanno trovare a casa… Panico, lo rifiuto, vomito, voglio che lo portino via, non mangio per giorni… Alla fine mi riprendo, ma ho paura che muoia. In età adolescenziale iniziano i primi amori, li vivo con timore, alterno fasi depressive a fasi più euforiche, appaganti, totalizzanti. Nelle fasi depressive penso che sono giovane e che non ha senso impegnarsi con qualcuno che tanto non arriverò mai a sposare. Premetto che da bambina già pensavo che non mi sarei mai sposata o avuto figli perché la cosa mi dava inquietudine. Iniziano gli attacchi di panico (sin dagli 11 anni alle medie), e a 16 anni la paura ossessiva di poter essere incinta, pur non avendo neppure avuto rapporti completi, da qui il panico e il desiderio di lasciare il fidanzatino di turno. Provo a parlarne con mia mamma, mi sgrida, mi dice che non e’ una mia amica e che di certe cose non dovrei parlarne con lei. Fino a che, sin dalla prima frequentazione (a 16 anni) non iniziano a sorgermi dubbi ossessivi sulla relazione o sui miei partner, sempre a mettere in dubbio la veridicità dei miei sentimenti in un rincorrersi di pensieri sempre più spaventosi. Sento il bisogno di restare sola, ho paura, anche di essere lasciata, ma come in un circolo vizioso metto in pratica sempre lo stesso copione autodistruttivo. Alla fine resto sola e rinasco… Mi sento piena di energie, non più depressa, dispiaciuta per l’accaduto, ma inizialmente penso, come mi ripetono tutti, che magari non era la persona giusta. E riparto pronta a innamorarmi della persona perfetta per me. Comincio a evitare posti e canzoni e odori che lego ai miei momenti di down perché paradossalmente potrebbero farmi tornare quei pensieri, anche con un nuovo partner. Rendo la mia vita, piano piano negli anni, sempre più abitudinaria, lineare, cercando di limitare gli slanci troppo euforici (non riuscendoci) perché so che gli step successivi sono il panico, le ossessioni e la depressione. Questi pensieri sorgono all’improvviso senza che avvenga un episodio eclatante e in genere in seguito a un attacco di panico. Tipo: e se non lo amassi più? Quando magari fino a poche ore prima mi sentivo serena, normale… Se l’ho pensato allora ho dei dubbi, ma mi piace? Ma io lo amo, ma e’come se una vicina dentro di me mi ripetesse che sono falsa e malvagia e che in realtà non voglio ammettere che non lo amo e voglio lasciarlo. E da lì una lotta estenuante, protratta anche per anni, tra fasi alterne di benessere e deliri ossessivi, che alla fine stremata mi ha sempre portato a lasciare o a essere lasciata dai partner. In queste fasi, perdo gli slanci positivi, non riesco a mangiare, e ho il panico dal risveglio fino alla sera, quando le cose sembrano calmarsi e talvolta sparire, per poi ricominciare il giorno dopo uguali e con pensieri sempre più gravi, per settimane, tanto da dubitare dei miei sentimenti o di essere pazza. Ho ripetuto questo copione sempre per tutta la mia vita e con qualsiasi genere di compagno, anche con quelli scelti con cura, dopo attente osservazioni preventive di tutti i difetti fisici o caratteriali più evidenti che avrebbero potuto farmi sprofondare nel baratro. Talvolta, soprattutto le prime volte e’ capitato che di colpo il pensiero si spostasse dalla mia relazione, ai miei cari, ho avuto per mesi il pensiero fisso continuo di poter uccidere il mio fratellino o i miei genitori e ho temuto la loro vicinanza o la presenza di coltelli in cucina che cercavo di evitare. In quei momenti i dubbi sulla relazione svanivano, ma lo stesso tipo di angoscia con identico malessere si riversava sui famigliari, sino a ritornare sulla relazione. A 24 anni ho interrotto una gravidanza pur amando il mio compagno di allora e nonostante l’appoggio suo e delle nostre famiglie, a causa di questi dubbi ossessivi sul partner o sulla possibilità di far del male al bambino una volta nato. Pensavo di impazzire e non riuscivo a dare voce a queste paure, a spiegarle, per la vergogna e per il modo in cui tutti le liquidavano dicendomi che se non ero sicura era perché non ero innamorata davvero. Dieci anni fa, conosco il mio attuale marito. Ci vado cauta, ma lui mi travolge, ci innamoriamo, c’è passione e dopo un anno inizio a stabilirmi a casa sua. Ripartono questi pensieri, sempre gli stessi, sempre uguali con tutti e il panico, la depressione. Eravamo a una cena di Natale, da amici, mia sorella non stava bene e le capitava spesso, mi e’ venuto un attacco di panico e ho pensato: “mio Dio, ci risiamo”. E A mia sorella viene diagnosticato un disturbo ossessivo compulsivo, dopo anni di panico, sofferenze incentrate su dubbi religiosi, esistenziali, relativi a malattie e possibilità di infettarsi, seguiti da compulsioni come lavaggi estenuanti. Da lì ho intuito che forse il problema potesse essere dentro di me e non fuori, non sulla validità dei miei partner e mi sono rivolta a una psichiatra sostenuta dal mio compagno al quale ho spiegato il malessere. Mi ha curato con zoloft e alprazolam per un anno, diagnosticandomi un disturbo ossessivo/depressivo e per 4 anni non ho avuto nessuna ricaduta… Non avevo mai passato in vita mia un periodo così lungo di serenità pur controllando sempre l’andamento del mio umore e testando costantemente l’attrazione per il mio partner. Dopo 4 anni il pensiero ritorna, abbiamo perso mia suocera per un brutto male e a distanza di mesi ho come un crollo. In realtà vorrei sposarmi e fare tante cose con lui, ma il dubbio di amarlo o meno mi pervade, sono depressa, ho dubbi esistenziali, penso di voler morire piuttosto che vivere così, ma non mi arrendo e riprendo le cure e mi rivolgo a una psicologa dell’ASL. Da allora alterno fasi cicliche di benessere in cui i dubbi scompaiono, mi sento energica, positiva, ci siamo sposati serenamente due anni fa, a fasi in cui all’improvviso il terrore ritorna e tenta di minare ciò a cui tengo di più. Ho imparato che l’uomo perfetto non esiste e neanche le eterne farfalle nello stomaco e anche che vale la pena lottare per qualcuno che ti fa stare bene e che ti ama e che ami per come è. Stiamo affrontando un percorso di procreazione assistita, dopo anni di tentativi. A novembre resto incinta e dopo poche settimane tornano i dubbi, sempre uguali, ma anche sulla gravidanza, dubito di volerla davvero o almeno, la mia testa insinua in me questo dubbio atroce. Perdo il bambino. Riprendo le cure e a dicembre torno in me e torna l’amore, lo slancio. Riproviamo e a gennaio sono di nuovo incinta. Felicissimi, diminuisco le medicine e a febbraio in accordo proviamo a interrompere gli incontri con la. Psicologa. Passano 3 mesi, e tutti in quarantena, ma siamo sereni, il piccolo cresce e io sto bene. Ma il covid si porta via mio suocero. Mi sento soffocare, ci facciamo forza pensando alla gravidanza. Facciamo il b test….. Io da sola in ospedale per il. Covid e mio marito fuori che aspetta e mi dicono che qualcosa non va. Dobbiamo interrompere la gravidanza, la bambina ha una trisomia 13, incompatibile con la vita. Ho pensato che sarei morta dal dolore, ho pianto per giorni con mio marito che pur soffrendo ha saputo farmi forza. Ci siamo ripresi a fatica. La nostra vita sessuale in questi ultimi anni ha rallentato, il fatto di non riuscire a rimanere incinta mi ha un po bloccata come se la cosa avesse solo quello scopo e perdesse in spontaneita.Ma per il resto tutto sembra tornare piano piano a posto, ridiamo, facciamo progetti. Quando mi riprendo è proprio come se le fasi down non facessero parte di me, né i dubbi, né i pensieri. E alla domanda normale sulla veridicità dei miei sentimenti rispondo serenamente. Anzi sono più io a essere gelosa o a die ti amo. Ed ecco che ora, pronti per un nuovo ciclo di fivet i dubbi ritornano improvvisi, dopo un generico attacco di panico mentre pensavo alla salute di mio papà, alla morte, ma sempre legati a mio marito con domande del tipo: se non facciamo sesso è perché qualcosa non va? Non e’ che non lo ami abbastanza e se lo hai pensato deve essere vero e allora potresti lasciarlo? Ma io lo amo e penso di non desiderare altro. La psicologa mi supporta e mi tiene con i piedi per terra quando parto dietro a quelli che lei definisce deliri su mio marito e lo psichiatra mi ha aumentato le dosi delle medicine, ma mi sento stanca, consumata e non so più quale sia la verità, chi sono io e quale parte di me e’ quella a cui dovrei dare ascolto. Le scrivo perché nel pieno di questa fase disperata avrei bisogno di rassicurazioni o di qualsiasi cosa che possa farmi riprendere. Mi fido della psicologa che mi segue e anche dello psichiatra, ma quando sto male così cerco rassicurazioni per non mandare a monte di nuovo la mia vita. Mi scuso per il lungo racconto, ma sono disperata… Daniela

    1. Salve Daniela, purtroppo le ossessioni a volte finiscono su delle tematiche ‘ragionevoli’ pertanto siamo tentati di assecondarle fino all’estremo.
      Questo accade anche a chi ci circonda e, purtroppo, può accadere anche agli psicologi.
      I disturbi con base ossessiva insorgono solitamente proprio da piccoli e nel tempo tendono a cambiare forma e contenuto. Pertanto se da ragazzina la paura della morte dei suoi cari poteva essere una tematica ‘ragionevole’ per una bambina, con il passare del tempo le paure ‘ragionevoli’ sono diventate quelle relative alle relazioni, per poi spostarsi sulla ‘ragionevole’ paura di avere un figlio.
      In questi casi il problema è proprio tutta questa ragionevolezza che fa sì che chi è attorno a noi, e anche i medici a cui ci rivolgiamo per affrontare questo tipo di problema, ritengano anche loro ‘ragionevoli’ questi nostri pensieri e finiscono per assecondarli, cercando di ‘curare’ il contenuto del pensiero e perdendo di vista quello che è il vero problema, ossia la ‘forma’ del pensiero.
      Inoltre possiamo essere portati a pensare che proprio perché il pensiero cambia nel tempo allora non abbiamo un disturbo unico, ma magari siamo semplicemente troppo ansiosi o troppo attenti o troppo preoccupati.
      Per quanto riguarda la fivet, purtroppo, il sesso nelle coppie che affrontano un percorso del genere diventa una forzatura, un obbligo, e perde sia di spontaneità che di piacevolezza, facendo di conseguenza calare il desiderio.
      Capisco benissimo la sua ricerca di rassicurazioni e la riconosco molto bene come sintomo specifico del disturbo, però purtroppo questa è la cosa più dannosa che possa fare chi si trova nella sua situazione, per cui mi perdonerà se non la rassicuro, poiché concorrerei a peggiorare ulteriormente la sua situazione.
      Grazie per aver condiviso la sua storia.

  6. Buonasera dottore, io mi ritrovo in molte cose che ha detto nel video e purtroppo vivo questa situazione da 6 anni. Non riesco ad avere una relazione “normale” con una ragazza perché non sono convinto dei miei sentimenti e così preferisco vivere una storia a distanza evitando di impegnarmi seriamente facendo soffrire entrambi. Soffro moltissimo per questa situazione ma non riesco ad uscirne fuori, le ansie mi impediscono di sentire ciò che provo veramente per lei. Inoltre compulso continuamente sui suoi difetti fisici e la confronto sempre con le altre che mi capita di incontrare finendo per pensare che forse con quella o quell’altra sarei più felice e non avrei questi problemi. Sto molto bene con lei ma a volte mi fisso su ciò che potrebbero pensare gli altri di lei come se in qualche modo questa cosa potesse sminuire il mio ego. Mi vergogno e riconosco la bruttezza di ciò che dico ma è ciò che penso spesso. Ho intrapreso anche un percorso con uno psicologo che però non riesce ad aiutarmi molto e non crede che io abbia questo tipo di disturbo ma che forse non è semplicemente la persona giusta. Tutti, forse a ragione, mi consigliano di chiudere questa relazione ed io ci ho provato più e più volte, ma dopo essermi sentito liberato da un peso enorme sono tornate le ansie per l’ eventuale scelta sbagliata e mi sono sempre ravvicinato a lei. Mi sento in colpa per qualsiasi scelta faccia con lei e sento un senso di impotenza davanti a questo problema che non mi permette di vivere a pieno. Grazie per il video.

    1. Salve Giovanni, la descrizione che fa è abbastanza tipica di questo tipo di problema, ma ovviamente senza conoscerla direttamente non posso fare diagnosi.
      A volte può capitare che, a prescindere dalla bravura di uno psicologo non nasca quella relazione fondamentale per la risoluzione di un problema, in tal caso ad esempio, se con un mio paziente mi rendo conto di essere bloccato, sono io stesso a inviarlo ad un altro collega poiché, probabilmente, la relazione necessaria alla risoluzione del problema non si è creata. A questo punto è probabile che con un’altra persona si venga a creare una utile relazione terapeutica e che si riesca a risolvere il problema.
      Una delle trappole tipiche del disturbo di cui parlo nel video è proprio quella di cercare rassicurazioni dagli altri, chiedere (e ricevere soprattutto) consigli che dovrebbero aiutarci a decidere, mentre in realtà ci fanno sentire ancora più insicuri.
      Grazie per la condivisione, Andrea Iengo.

  7. Salve
    Sto insieme alla mia ragazza ( la prima ed unica spero) da quasi un anno, circa tre settimane fa mi sono svegliato di notte con delle domande fisse in testa… La amo? È lei quella giusta?
    Io sono convinto e sicuro dei miei sentimenti ma è come se in questo periodo fossere offuscati dalle continue domande che mi faccio.
    Appena rispondo ad una domanda ne esce un altra, piango quasi tutti i giorni perché io la amo veramente e non capisco cosa mi stia succedendo
    Grazie per la risposta

    1. Salve Nicolas, quello che sta descrivendo potrebbe essere l’inizio di un doc da relazione, se la cosa è iniziata adesso e non ha altri disturbi correlati (ad esempio il farsi continue domande anche su altri argomenti che possono essere anche molto diversi tra loro; altri tipi di doc; attacchi di panico… ) può vedere cosa accade se smette di rispondere alle domande e cerca di non parlare di questa cosa, è possibile che se è solo all’inizio possa rientrare solo con queste indicazioni. Altrimenti se è un disturbo presente da più tempo o che si intreccia con altre difficoltà le suggerisco di intraprendere un percorso di psicoterapia per risolvere il problema. Grazie per aver condiviso sua tua esperienza, Andrea Iengo.

      1. Per altri tipi di domande cosa intende?
        Mi capita di pensare mentre parlo con qualcuno a cui voglio bene a brutte cose ad esempio :parlo con un amico e intanto penso, e se in realtà mi stesse antipatico?
        Io so che non è così ma allora perché lo penso? È davvero brutto vivere con questi pensieri soprattutto rivolti alle persone che amo

          1. Farsi le domande è normale, la parte problematica risiede nel non riuscire a non rispondere alle domande, perché come ha giustamente scritto nel primo commento, ad ogni risposta esce fuori una nuova domanda.

          2. Sono domande che non mi sono mai posto… E adesso che ho trovato la ragazza giusta per me perché devo fare così… Mi passa anche l’idea che io lo stia facendo apposta (non è cosi in realtà) ma dopo 3 settimane di dubbi è normale dubitare di tutto.
            Non capisco perché prima se volevo una cosa era semplice, ora so cosa voglio ma mi pongo mille domande che mi portano a pensare: lo voglio veramente?

          3. Salve
            Scusi il disturbo di nuovo, ma stamattina mi balena in testa l’idea che io mi sia stancato di tutto, spero che non sia cosi, sembro senza emozioni oggi… Ovviamente ho le solite domande in testa a cui non riesco a non rispondere

          4. Salve Nicolas, le suggerisco caldamente di iniziare una psicoterapia il prima possibile. Da quanto mi dice probabilmente non si tratta di una condizione destinata a risolversi da sola.

    2. Salve Nicolas, da quello che descrive potrebbe essere l’inizio di un doc da relazione. Se non ha altri disturbi correlati ed è iniziato da poco tempo (nell’ordine di settimane, più che di mesi) e se non ci sono altre problematiche correlate (ad esempio dubbi continui su altre tematiche, attacchi di panico, altre forme di doc…) può provare semplicemente a ignorare le domande senza sforzarsi di rispondere (come se si trattasse di un rumore di fondo) e cercare di non richiedere rassicurazioni. In questo caso il disturbo potrebbe rientrare senza grosse difficoltà. Altrimenti le suggerisco di iniziare un percorso di psicoterapia assicurandosi che la persona a cui si rivolge conosca questo specifico problema, altrimenti c’è il rischio concreto di alimentare le ossessioni. Grazie per aver condiviso la sua esperienza, Andrea Iengo.

  8. Buonasera, sono insieme al mio ragazzo da tanti anni, l’anno scorso abbiamo avuto un bimbo. Mi ritengo una ragazza molto fortunata. Da qualche anno soffro di attacchi d’ansia che sono sfociati in dubbi ossessivi sul mio amore verso di lui. Mi metto alla prova tutte le volte che mi passa un ragazzo davanti, chiedendomi se mi piacesse e provando a vedermi ipoteticamente con lui; tutto questo mi destabilizza e crea un forte disagio dentro di me.. Sento di amare il mio ragazzo ma non lo posso confermare difronte a questi dubbi.. Tutto questo ha avuto inizio da poco prima che andassimo a convivere. Ho provato ad affidarmi prima ad una psicologa poi ho voluto cambiare andando da un’altra, per entrambe si tratta di un calo del sentimento verso il mio partner ma io credo non sia così.. Ho provato così a non credere alla mia mente e lasciare andare ogni pensiero. Pian piano vedo che i momenti di panico si diradano ma quando attraverso periodi di forte stress lavorativo o per altro, si ripresentano. Lei mi consiglia di credere a me stessa o di credere a quello che mi hanno detto le psicologhe? Grazie

    1. Salve, la domanda in questione probabilmente non è corretta. Da quello che mi dice sta provando a risolvere questo dubbio misurando in qualche modo il “quantitativo” di amore che prova per il suo ragazzo. Ma come si sarà resa conto facilmente, non esiste un metro per l’amore. Esistono dei comportamenti e dei pensieri che pensa possano essere indice di ciò che prova. Non si tratta quindi di credere alla risposta che si dà da sola o alla risposta che le danno le psicologhe, ma di mettere in dubbio la correttezza della domanda stessa. Il problema non è che pensa ad altri ragazzi, ma che prova disagio quando accade.

  9. Salve… Sono un ragazzo di 29 anni, e vivo una storia da nove anni con la mia compagna… Da premettere che conviviamo da circa un anno… E abbiamo cercato di acquistare casa… Lì comincia la mia e agitazione e nascono i miei dubbi sulla mia relazione domande continue: se è la relazione giusta, se amo veramente la persona che ho accanto, ecc… Per ogni risposta che cerco di dare arriva una nuova domanda.
    Così dopo qualche giorno le dico tutto quello che sta accadendo e lei decide di tornare dai suoi, io ero disperato però credo che abbia fatto bene e che Cmq sarebbe stata la cosa giusta per entrambi. Ma appena ci allontaniamo comincio a pensare al modo per riallacciare i rapporti comincio a cercarla.
    Da lì la mia ansia comincia a indebolirsi, ma le mie domande continuano.
    Quando trovo risposte positive o ricerco sul web situazioni simili e capisco che il mio amore x lei c’è ancora mi sento meglio e sollevato… Quando le risposte sono negative allora ricomincia tutto il rimuginare su ogni situazione, quando ci vediamo cerco di capire cosa sto provando e cosa no… Dopo un paio di settimane comincio a sentirmi tranquillo quando ci vediamo, e cominciamo a vederci più spesso… Ma ad un tratto rieccoci punto a capo.
    Sto seguendo una psicoterapia da circa un mese… Ma ancora non ho un orientamento da seguire… Ora I miei pensieri dicono se sei in ansia vuol dire che non puoi stare con questa persona… Ma nel mio profondo so che io voglio lei nel mio futuro… Quando ho queste crisi mi viene da allontanarmi ma appena i sintomi calano ricomincio a cercarla con tutte le mie forze.
    Non so cosa fare e pensare… Io vorrei una vita con lei ma senza queste domande e dubbi che non mi fanno essere sereno.
    Io vorrei stare con lei, la mia paura è anche questo continuo senzo di agitazione e battiti accelerati mi possono nuocere gravemente. A volte percepisco che è questa situazione ansiosa che non mi permette di stare bene con lei. Che se questi sintomi si facessero da parte allora potrei stare con lei serenamente. Premetto che in questi anni e successo qualche volta di avere qualche dubbio ma poi dopo qualche giorno andava via e tornava tutto a gonfie vele… Ma ora con un impegno così importante da prendere non posso proseguire con queste domande e dubbi che sembrano così assillante. Dopo l’ennesima crisi ci allontaniamo di nuovo e io non riesco proprio a capire sé la mia paura più grande di scoprire di non amere più la mia ragazza o se sono fissazioni e pensieri che mi agitano tanto da allontanarmi….grazie mille

    1. Salve, quando ci troviamo a prendere delle decisioni importanti, dentro di noi si fa strada l’idea di dover fare la “scelta giusta”. Quando si parla di futuro, tuttavia, siamo costretti ad agire in un contesto in cui non abbiamo tutte le informazioni necessarie per effettuare questo tipo di scelta. Purtroppo siamo cresciuti in una società in cui il mito delle scelte giuste è molto presente e abbiamo finito per crederci davvero. Nella vita reale siamo tutti chiamati a rispondere a domande di cui nessuno ha le risposte. In questo caso il problema non è tanto riuscire a trovare la risposta “definitiva” quanto smettere di angosciarsi davanti a questi dubbi.

      1. Buongiorno…. Vorrei farle una domanda…. Come si può capire se questi dubbi, pensieri sono frutto di un ossessione, di un doc da relazione e non sono invece segni di una perdita di sentimento verso il proprio partner?

        1. Salve Alessandro,
          Per valutare se si tratta di pensieri ossessivi o di una normale perdita di interesse verso una persona si può indagare innanzitutto l’emozione legata ad esempio al pensiero di lasciare il proprio partner: se proviamo paura (non la paura di come dirlo per non ferire l’altro o la paura di affrontare una situazione nuova, ma proprio la paura che a causa dei pensieri lo lasceremo) questo può essere un indizio di un pensiero ossessivo. Anche il modo in cui compaiono i pensieri può darci degli indizi: i pensieri ossessivi sono infatti intrusivi, ci troviamo a pensarci quando non vorremmo e, in particolare i dubbi, richiedono molte energie, tanto che ci si trova spesso davanti a persone che hanno “esaurito” le energie mentali a causa di quella domanda a cui non riescono a trovare risposta. Infine un altro indizio è legato ad altro dubbi che cadono su altre aree della vita o alla presenza di compulsioni di qualche tipo. Una struttura ossessivo compulsiva di solito non è confinata ad un unico aspetto, ma è visibile anche in altri aspetti.

          1. Salve dottore, io da piccolo avevo l’ossessione di lavarmi sempre le mani all’età credo di circa dieci anni e cercavo poi rassicurazioni a mio fratello o ai miei genitori se lo avessi fatto nel modo giusto, arrivati all’età di circa 14 anni avevo paura di poter far male ai miei familiari, poi controllavo ripetutamente i fuochi del gas ecc… Ad oggi mi trovo in questa situazione ma è la prima volta che vado in terapia, di dubbi nella mia relazione negli anni gli ho avuti ma non dovendo prendere decisioni importanti non li davo peso e dopo qualche periodo sparivano. Ma ad oggi dovendo prendere una decisione importante non riesco a venirne fuori, ora in questi giorni il mio livello d’ansia si è abbassato significamente perché non rispondo più a queste domande e non cerco di smontare e scacciare queste pensieri e non cerco di dare una spiegazione a tutto questo. Ma i miei dubbi e pensieri restano anche se non sono per ora oggetto di forte ansia come nei giorni passati.

          2. Salve Alessandro,
            Da quello che dice sta combattendo da parecchi anni con ossessioni e compulsioni, smettere di rispondere alle domande è il primo passo indispensabile per venirne fuori, ma i disturbi ossessivi vanno affrontati in tutte le loro parti prima di potersi dire risolti. Per cui è probabile che dovrà affrontare anche altri “residui” ancora non risolti, prima di potersi definitivamente liberare di questi dubbi. Se l’ansia in questo periodo sta diminuendo è il segno che è sulla strada giusta. Prosegua così e faccia attenzione a non cercare ulteriori rassicurazioni, per evitare di riattivare i dubbi. Andrea Iengo.

      2. Salve dottore, dopo svariati giorni di serenità e nel quale riuscivo a gestire qualche stato di agitazione, abbiamo deciso di riprendere a vedere di acquistare. Un appartamento,be nei primi giorni ero agitato ma credo di aver gestito bene la cosa, ma ora sembra che stiano ritornando i pensieri con intensità maggiore come i primi periodi…questo mi angoscia molto …ora mi chiedo perché accade questo ogni qualvolta cerco di fare questo passo? Questi pensieri avvolte mi convincono che c’è qualcosa che non và nella relazione, ma nello stesso tempo non vorrei perdere una persona che è molto importante x me.

        1. Salve Alessandro,
          il meccanismo del dubbio, soprattutto quando è di lunga data, necessita di un certo tempo per essere completamente smontato. Inoltre tende ad avere per sua natura un andamento oscillatorio. Il meccanismo da applicare è sempre quello di bloccare le risposte per inibire le domande, facendo attenzione a non provare a bloccare invece le domande, cosa che fa peggiorare la situazione.
          In molti casi la relazione ‘reale’ non c’entra con i dubbi, per cui anche interrompere la relazione e intraprenderne una con un’altra persona porta semplicemente a riproporre lo stesso schema anche con la nuova persona.
          Per questo motivo, quando i dubbi non si sciolgono facilmente suggerisco di intraprendere una psicoterapia.

          1. Grazie dottore per la risposta, segua una psicoterapia da circa due mesi e mezzo,di fatti dopo qualche tempo ho avuto i primi giovamenti tra alti e bassi ….ma appena tocco questo tema ecco che ritorna tutto

          2. Tenga presente che è un processo che richiede un po’ di tempo. Faccia attenzione se si accorge che non appena parla dei dubbi sulla relazione questi aumentano, è possibile che non stia lavorando sul meccanismo del problema, ma che stiate semplicemente provando a trovare la risposta ai dubbi. E questo non fa altro che peggiorare la situazione. È una cosa che capita piuttosto spesso quando si chiede aiuto per un presunto problema di coppia e invece il problema è un disturbo ossessivo.

          3. Buongiorno dott. Volevo chiederle da quello che le arrivato secondo lei la mia persona rispecchia i canoni per un disturbo ossessivo? E volevo dirle che quando ho questi picchi di agitazione e ansia con questi pensieri che mi assalgono, ho il bisogno urente di allontanarmi se non addirittura di porre fine alla mia relazione, la notte non riesco a dormire bene ,ma io non vorrei una vita senza lei, o non riesco a immaginare il pensiero di non rivederla più…. grazie

          4. Salve Alessandro,
            chiaramente questo è solo un blog e non c’è modo di fare un’ipotesi diagnostica senza dei colloqui approfonditi. Posso dirle che da quello che racconta non si può escludere che ci sia un disturbo del genere. Anche il fatto che parlarne faccia aumentare i dubbi è abbastanza tipico di questo tipo di disturbo. Ma sicuramente la persona che ne sa di più in questo momento è il terapeuta a cui si è rivolto, per cui le suggerirei di chiedere a lui conferma di questo. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti e le auguro una buona serata.

          5. Grazie mille dottore….spero riesca ad uscire da questa situazione…perche con lei ho sempre progettato la mia vita, di periodi con dei dubbi insistenti durante gli anni ci sono stati, ma non avendo la necessità di prendere decisioni nell’immediato questi poi sparivano per tornare alla normalità. Ma ogni qualvolta c’è da compiere un passo importante eccoli li di nuovo presenti e vivi. Grazie ancora

          6. Grazie mille dottore…..spero di uscire da questo problema perché ho progettato la mia vita con lei….anche se di dubbi ne ho avuti durante la nostra storia ….ma così come si fanno forti nel momento in cui dobbiamo fare un passo importante mai….. grazie ancora

          7. Salve dottore, da quando si è riacceso tutto, mi arrivano in continuazione pensieri del tipo non l’amo, appena smentisco questo ne arriva un altro , provo ansia quando sto con lei quindi devo lasciarla….e così via con altri pensieri simili da un minuto all’altro….ma io non riesco a vedere una vita senza lei ….ma non riesco a stare tranquillo con questi pensieri…. perché appena ne contraddico uno se ne presenta un altro, non so più cosa fare e soprattutto a cosa credere….

          8. Salve Alessandro, da quello che dice il problema è proprio il suo combattimento contro questi pensieri che non fa altro che farne arrivare degli altri, purtroppo pensiamo di poter controllare i nostri pensieri, quando invece basta guardarsi intorno per capire che è solo un mito, alimentato spesso proprio da chi più dovrebbe sapere come funziona la mente umana. Quello che va combattuto non è il contenuto del dubbio (la amo o non la amo?) ma la struttura del dubbio, che è quella che ci costringe a trovare una risposta a queste domande e che poi ci presenta altre domande mano a mano che rispondiamo alle precedenti. Se vuole un secondo parere può contattarmi per fissare un appuntamento online e valutare la sua situazione. https://www.terapiabrevenapoli.it/#contatti

          9. Cmq dottore….sì mi capita che quando parlo dei dubbi con i miei amici e parenti questi diventano più insistenti ed aggressivi…che peggiorano con il cattivo umore…mi capita di passare intere giornate a pensare sempre le stesse cose : se la amo veramente? Se questi blocchi sono dovuti a l’ansia di fare un passo importante oppure se e qualche problema nei miei sentimenti che scaturisce questo blocco.? Avvolte arrivo al punto di pensare di chiudere la relazione ci ho anche provato ma dopo qualche giorno di quiete comincio a cercarla di nuovo dicendo che sto perdendo la persona che amo veramente e che tutto questo è colpa di un disturbo d’ansia, e avvolte penso il contrario,e così che entro in vortice infinito.

  10. Salve Dott., vivo una relazione da un anno e mezzo con un ragazzo, per lo più caratterizzata dalla distanza sin dall’inizio in quanto viviamo in due differenti città. Abbiamo fatto in questo periodo tantissimi sacrifici pur di passare del tempo insieme e sconfiggere i km che ci separavano.
    Puntualmente però ogni tot. di mesi vengo presa da continui dubbi, come quelli da lei citati tipo: ma ne sono davvero innamorata? se non sento la sua mancanza forse è perchè non lo amo davvero oppure se sono tranquilla senza di lui allora forse sono destinata a stare da sola e lasciarlo.
    Ci sono momenti in cui sento un forte sentimento e vivo serena e tranquilla la mia relazione alternati però da questi periodi bui che si ripresentano ogni 3 mesi circa caratterizzati quindi da totale insicurezza.
    Non so come uscirne, ho paura di lasciarlo perchè temo di prendere una scelta sbagliata, ma soffro nel vivere così e nel vedere lui passare sopra con difficoltà ai miei continui dubbi.
    La ringrazio

    1. Da quello che scrive sembra che condivida i suoi dubbi con lui. Se fosse una cosa estemporanea andrebbe bene parlare di queste cose con il partner, ma se si tratta come mi sembra di capire di dubbi che tornano ciclicamente, le suggerirei di provare a non parlarne quando arrivano e di comportarsi come se tutto fosse normale e di vedere se, smettendo di cercare rassicurazioni, i dubbi rientrano da soli.
      In caso contrario le suggerisco di chiedere una consulenza psicologica per valutare le opzioni migliori per risolvere la sua situazione.

      1. È una persona che mi conosce e pertanto conosce anche il momento dei dubbi. Le mie insicurezze sul sentimento nei suoi confronti sono una costante nella nostra relazione, qualcosa dovrà pur significare. Come si fa ad allentare il pensiero quando compaiono?

        1. In realtà in questi casi spesso i dubbi non significano nulla. Ed è il nostro cercare di dargli un significato che ci fa soffrire.
          Proprio per questo le suggerisco di smettere di parlarne per vedere se, smettendo di dare importanza ai pensieri, questi possano allentare la presa.
          Ovviamente non si tratta di una cosa semplice da fare, ma il principio è che se si tratta di dubbi ossessivi, come nel doc da relazione, la soluzione passa attraverso:
          -smettere di parlare del problema
          -smettere di cercare rassicurazioni
          -evitare di rispondere ai dubbi che arrivano
          -evitare di mettersi alla prova in maniera fisica o immaginativa (ad esempio per vedere se si ‘sente’ quello che pensiamo di dover sentire, se ci sentiamo attratti da altre persone e così via)
          queste sono infatti le trappole che invece di risolvere il problema lo hanno creato e lo alimentano.

  11. Salve Dr Iengo,
    Partendo dal presupposto che non ho mai avuto una relazione in vita mia, ho 20 anni e mi sono imbattuta nella mia prima relazione che vorrei diventasse davvero seria 2 mesi fa, solo che da 3 settimane a questa parte ho cominciato a domandarmi se la amo veramente, io sono consapevole al 100% di esserne innamorata quindi questo mi provoca disagio come se ci fossero due me nella mia testa che lottano e mi sento in colpa nei confronti della persona in questione poiché per nulla al mondo potrei ferirla, ho provato a parlarne con amici ma avendo già passato attacchi di panico e ansie mi hanno detto che per una persona come me è del tutto normale provare determinate “paranoie”, non vorrei mai mettere fine a questa relazione ma certe volte questi pensieri che mi faccio mi portano a chiedermi se magari questa relazione è la cosa giusta per me nonostante io a mente lucida sappia perfettamente la risposta, come posso fare?

    1. Salve Federica,
      da quanto mi racconta siamo in una fase iniziale di una prima relazione. Insicurezze e dubbi sono normali, così come un’aspettativa molto alta rispetto a questa prima esperienza.
      Quello che le consiglio di fare è di viversi la relazione smettendo di parlare dei sui dubbi agli amici e anche alla persona in questione.
      Interrompa anche le ricerche su internet che hanno la stessa valenza della ricerca di rassicurazioni: cioè peggiorano la situazione.
      Gli attacchi di panico in alcuni casi possono essere un ‘accessorio’ di un altro disturbo, come ad esempio proprio di un disturbo ossessivo compulsivo, per cui valuterei se magari questa tendenza a farsi troppe domande fino a bloccarsi è presente anche in altri ambiti della sua vita, se ci sono delle compulsioni magari anche fisiche, o se invece è solo legato alla relazione che sta vivendo; nel primo caso potrebbe essere utile quantomeno una consulenza psicologica per valutare la situazione, altrimenti se è legato solo alla relazione attuale probabilmente aspetterei per vedere l’evoluzione della situazione.
      Tenga presente che il modo migliore per far andare male qualcosa è sforzarsi di farla andare bene.
      Andrea Iengo.

  12. Salve dottore. Da 1 anno ho una relazione con un ragazzo, tutto andava per il meglio, entrambi innamoratissimi, davvero la persona della mia vita. Una sera circa 6 mesi fa dal nulla come una doccia fredda, mi viene un dubbio insensato, senza nessun avvenimento mi chiedo “ e se non lo amassi ?”. Da lì i dubbi hanno chiamato altri dubbi, ho iniziato ad avere attacchi d’ansia e di panico, mi è davvero crollato il mondo addosso, ed io non volevo credere a quello che pensavo. L’ansia continua tutt’ora ad esserci, a tratti più forte, mentre in determinati momenti sembra essere andata via, e quando stiamo insieme e sto bene mi sento “ innamoratissimo “ come prima, e solo poco dopo che però i dubbi ritornato. È un circolo che non finisce mai, ed ogni volta che stiamo insieme cerco di captare come un radar le mie emozioni, se sono positive o negative.

    1. Salve Giovanni,
      purtroppo siamo stati sempre bombardati dall’idea che l’amore sia qualcosa al di sopra di ogni dubbio e pensiamo che anche solo il fatto di dubitarne sia la prova del fatto di non essere innamorati.
      Al tempo stesso il fatto di cercare volontariamente di sentire una determinata emozione e capire se sia positiva o negativa viene dall’idea che dentro di noi ci sia una parte ‘autentica’ che sente quello che è vero e una parte che per qualche motivo dovrebbe invece cercare di ingannarci… In realtà nel momento in cui noi stiamo cercando di capire che emozione stiamo provando già siamo all’interno di un ragionamento razionale, dove tutto viene influenzato dai nostri pensieri, dalle nostre convinzioni, dalle nostre esperienze e forse anche dalle nostre emozioni, ma non possiamo distinguere quale di queste cose ha maggior peso.
      La soluzione a tutto questo per poter vivere serenamente è quello di accettare che alcune domande non hanno una risposta.
      Smettere quindi di cercare questa risposta che altrimenti continuerà a perseguitarci, rovinandoci tutte le relazioni che abbiamo ora e che avremo in futuro, in un circolo vizioso dove l’insoddisfazione cresce sempre di più.
      Ricordi che ogni volta che prova a sentire cosa prova per il suo partner sta aumentando la possibilità di sentire proprio quello che non vorrebbe sentire, senza alcuna possibilità di discernere tra un’emozione reale o un’emozione che si è costruita in virtù del fatto che si sta ponendo quella domanda.

Rispondi a Giovanni Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *